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		<title>Il Cammino di Santiago</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, finalmente, dopo tanto averlo sognato, dopo tanto averlo preparato, io e Daniela (la mia fidanzata!) partiamo per Santiago. L&#8217;organizzazione del viaggio, l&#8217;equipaggiamento, gli allenamenti ci hanno più o meno impegnati intensamente nelle scorse settimane, questo il motivo della carenza di articoli!!! I miei fidati lettori però non si sentano affatto trascurati, sto preparando infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, finalmente, dopo tanto averlo sognato, dopo tanto averlo preparato, io e Daniela (la mia fidanzata!) partiamo per Santiago. L&#8217;organizzazione del viaggio, l&#8217;equipaggiamento, gli allenamenti ci hanno più o meno impegnati intensamente nelle scorse settimane, questo il motivo della carenza di articoli!!! I miei fidati lettori però non si sentano affatto trascurati, sto preparando infatti un diario sul pre, sul post e sul durante della mia esperienza di Santiago.In questi giorni, infatti, ho scritto tutte le mie riflessioni su questa mia &#8220;avventura&#8221;, ma aspetto di tornare per pubblicare il mio diario per intero! I miei amici altrettanto! Scusate il nostro assenteismo&#8230; al ritorno ci rifacciamo! Ci si risente il 7 agosto! Ciao!</p>
<div id="attachment_2110" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><img class="size-full wp-image-2110" title="Santiago!" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/798310-Santiago_de_Compostela_skyline-Santiago_de_Compostela.jpg" alt="" width="560" height="361" /><p class="wp-caption-text">Santiago!</p></div>
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		<title>Il buon vecchio tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 22:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Veloce, veloce, veloce, facciamo presto, in fretta, tutto deve essere più veloce, più efficiente, neanche un secondo in più. Il tempo è prezioso: bisogna sfrecciare da un punto all&#8217;altro della città, il computer si deve accendere in non più di 15 secondi, le email arrivano subito, non si possono certo aspettare i tempi biblici delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veloce, veloce, veloce, facciamo presto, in fretta, tutto deve essere più veloce, più efficiente, neanche un secondo in più. Il tempo è prezioso: bisogna sfrecciare da un punto all&#8217;altro della città, il computer si deve accendere in non più di 15 secondi, le email arrivano subito, non si possono certo aspettare i tempi biblici delle poste, per non parlare delle lavatrici dal lavaggio super rapido, le lavastoviglie che con finish puliscono di più in meno tempo. E ancora, correre, correre, la scuola, la casa, la famiglia, il matrimonio, il divorzio, il lavoro, la pensione, veloce, veloce, non si può certo perdere tempo. La dieta, una dieta veloce, in fretta, senza attese, la forma fisica va raggiunta subito! Non si può certo aspettare.</p>
<p>E&#8217; vero, viviamo in una condizione in cui le tecnologie ci permettono di fare tutto più velocemente, ed è indubbio, anche di avere molto più tempo libero rispetto a cento anni fa&#8230; ma è poi tanto meglio? Cioè, è vero che la mia bisnonna impiegava due ore a lavare i panni di tutta la famiglia, e poi l&#8217;acqua corrente era un lusso e spesso bisognava andarla a prenderla al pozzo, gli spostamenti a cavallo erano lenti, stancanti e scomodo ma stava davvero tanto peggio rispetto a noi?</p>
<p>La verità è che cerchiamo di comprimere nel tempo della nostra vita tanto più cose possibile, quante più esperienze possibile, continuamente inseguiti da qualcosa, da una meta da raggiungere nel più breve tempo possibile, pronti per la prossima, sempre in viaggio, sempre in cammino. Almeno, questo è quello che vogliono farci credere, e che ormai per noi è scontato. Ci abbiamo creduto, ed adesso è così che si vive. Solo che, nella realtà dei fatti, effettivamente si ha più tempo libero, ma l&#8217;esperienza insegna che tante volte non si ha neanche come riempirlo! Cioè si cerca di velocizzare ciò che &#8220;va fatto&#8221; per ottenere poi cosa? Nella gran parte dei casi, dopo un primo momento, il sentimento che si fa strada è la noia.</p>
<div id="attachment_2094" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2094" title="Uff..." src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/annoiato.jpg" alt="" width="400" height="346" /><p class="wp-caption-text">Uff...</p></div>
<p><strong>La noia.</strong></p>
<p>Credo che le più grandi stupidaggini ed i più grandi errori si facciano per noia, per non sapere come godere del tempo. Intendiamoci, la noia non è il non sapere che fare, o meglio, il non avere nulla da fare. La noia è una condizione che si può manifestare in ogni situazione: a casa, durante le vacanze, sul posto di lavoro, nello studio. La noia non è la malattia del nullafacente, la noia è la malattia del disilluso, di chi non ha interessi, anzi, di chi non è capace di interessarsi: è una mancanza di apertura al mondo e agli altri che porta a divenire ben presto schiavi del proprio disinteresse.</p>
<p>Molti disagi giovanili, ma anche i tradimenti frequenti che affliggono le coppie, la fretta ed il non saper aspettare, la ricerca del piacere facile, il desiderio di successo ad ogni costo, l&#8217;abuso di droghe, il continuo bisogno di <em>divertimenti</em> nuovi, lo shopping compulsivo, fino alla stessa depressione, <em>trovano nella noia il proprio catalizzatore, l&#8217;elemento scatenante</em>, il detonatore dell&#8217;intero sistema.</p>
<p>Quale la soluzione? Come al solito nessuna ricetta, ma solo uno spunto! Gran parte dei vizi e dei mali che ci danneggiano, e che spesso siamo noi stessi a procurarci, nascono dall&#8217;eccessiva concentrazione su noi stessi, sulla ricerca spasmodica del soddisfacimento dei propri bisogni. E&#8217; una spirale che affonda sino alle pieghe più profonde del proprio intimo e che ci rende prigionieri di noi stessi. La soluzione è invertire questo <em>trend</em>, trasformare questa spirale discendente in una spirale ascendente così che ci rendiamo capaci di aprirci ad un mondo di relazione vasto ed articolato. Nei rapporti con le persone, si tratta di porgere orecchio ai bisogni dell&#8217;altro, ai suoi desideri venendogli incontro e,  viceversa, di saper aprirsi, chiedere aiuto e farsi aiutare. In altre parole si tratta di trovare il proprio posto in una dinamica relazionale e non egoistico-intimista. Nel rapporto con le cose, invece, è necessario considerarle come strumenti, strumenti di espressione della nostra persona senza le quali possiamo sussistere altrettanto bene! <em>Le cose non costituiscono chi siamo, al massimo lo esprimono, ed ogni espressione è sempre mutuabile!</em></p>
<p>Il buon vecchio tempo, ecco di cosa dobbiamo riappropriarci! Del tempo! Il tempo che non scorre affatto &#8220;lento&#8221;, ma che semplicemente scorre e ci da la possibilità di scegliere, agire, vivere, costruire noi stessi. Chi brucia le tappe, chi vive per il domani, chi è in continua attesa di &#8220;tempi migliori&#8221;, alla fine si renderà tristemente conto che il &#8220;tempo migliore&#8221; lo aveva in mano e non se ne era accorto.</p>
<p>Qualcuno dirà: &#8220;Sì d&#8217;accordo è il solito vecchio <em>carpe diem</em>&#8220;. Niente di più sbagliato!! <strong>non si tratta affatto di cogliere l&#8217;attimo confidando il meno possibile nel domani</strong>, come diceva Orazio, si tratta invece di riempire il proprio tempo di relazioni intense di amore, amore verso gli altri e verso il mondo oltre che verso sé stessi, affinché una vita piena d&#8217;amore ci renda realmente realizzati come persone. La noia è il sentimento di chi non ama abbastanza.</p>
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		<title>Café Teologico</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto è sorprendente come ci si possa imbattere in rete in belle iniziative come quella denominata &#8220;Café teologico&#8221;, legato al progetto &#8220;sentinelle del mattino&#8221;, un progetto &#8220;sovradiocesano&#8221; di prima evangelizzazione che cerca di inculturare la fede nella nostra cultura. E&#8217; innanzitutto ricerca di linguaggi, dinamiche, situazioni. A mio avviso è un&#8217;ottima iniziativa, che magari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto è sorprendente come ci si possa imbattere in rete in belle iniziative come quella denominata &#8220;Café teologico&#8221;, legato al progetto &#8220;sentinelle del mattino&#8221;, un progetto <em>&#8220;sovradiocesano&#8221; </em>di prima evangelizzazione che cerca di inculturare la fede nella nostra cultura. E&#8217; innanzitutto ricerca di linguaggi, dinamiche, situazioni. A mio avviso è un&#8217;ottima iniziativa, che magari in determinate occasioni può far storcere il naso per via di alcune punte che possono sembrare eccessive, ma che sono assolutamente normali (se non previste) in ogni processo di inculturazione fatto di continue reciproche modulazioni.</p>
<div id="attachment_2085" class="wp-caption aligncenter" style="width: 583px"><img class="size-full wp-image-2085 " title="CafeT" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/Cafet.jpg" alt="" width="573" height="166" /><p class="wp-caption-text">Il logo di Café Teologico</p></div>
<p>Café Teologico è una serie di incontri svoltisi a cura del centro del progetto che si trova a Desenzano. Utilizzano un linguaggio non tecnico ed il livello è molto buono. Può essere un ottimo spunto per la riflessione personale oltre che per la pastorale. Spesso, infatti, il problema dell&#8217;annuncio non sta tanto nel contenuto, nella sostanza sulla quale basarsi, quanto piuttosto sul modo di comunicare la fede, sull&#8217;atteggiamento da tenere che è fatto di mimica facciale, tono di voce, abbigliamento, insomma tutte quelle tecniche comunicative che non sono &#8220;l&#8217;apparenza&#8221;, la &#8220;facciata&#8221; sulla quale si può sorvolare, ma sono quel complesso insieme di segni non verbali che fa trasparire, più direttamente delle parole, il messaggio, il lieto annunzio che è il Vangelo. La fede infatti deve affascinare, quel fascino che proviene dalla comprensione di essere stati amati per primi, di essere stati salvati <em>gratuitamente</em>, quel fascino che non proviene certo da norme morali, ma che anzi le suscita, suscita dentro ognuno la necessità impellente di rispondere a quell&#8217;amore che Cristo ci ha donato. Rimanere affascinati da Gesù è iniziare un lento ed entusiasmante cammino di conversione, fatto certamente di alti e bassi, ma che è capace di dar senso a tutta una vita.</p>
<p>Ecco quindi nel link seguente tutti gli incontri: <a href="http://vimeo.com/channels/cafeteologico" target="_blank">Café Teologico su Vimeo</a>.</p>
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		<title>Frequentazioni interessanti</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 23:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono occasioni dove c&#8217;è tanta gente, tante persone, e tra queste tante persone &#8220;importanti&#8221;: avvocati, notai, medici, architetti affermati, alti prelati. La cosa divertente guardando tutto ciò è che ci sono anche tante altre persone &#8220;normali&#8221;, delle quali per ora non ho nulla da dire, stanno lì e basta, e poi ci sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono occasioni dove c&#8217;è tanta gente, tante persone, e tra queste tante persone <em>&#8220;importanti&#8221;</em>: avvocati, notai, medici, architetti affermati, alti prelati. La cosa divertente guardando tutto ciò è che ci sono anche tante altre persone <em>&#8220;normali&#8221;</em>, delle quali per ora non ho nulla da dire, stanno lì e basta, e poi ci sono le persone particolarmente &#8220;<a href="http://it.wiktionary.org/wiki/leccaculo" target="_blank">servizievoli</a>&#8221; che magari hanno già una posizione di tutto rispetto, o per lo meno hanno le potenzialità per raggiungerla, ma che trovi sempre attaccate alla gonnella di quelle più &#8220;importanti&#8221; pronti ad esibire sorrisi a 32 denti e carinerie varie!</p>
<p>Nulla di male in realtà, chi se ne frega, in fondo ognuno si fa strada un po&#8217; come può! E sotto sotto tutti almeno una volta siamo stati leccaculo <em>&#8220;servizievoli&#8221; </em>nei confronti di qualcuno&#8230; ogni tanto bisogna pur farsi notare, pavoneggiarsi, schierare la pulizia dei denti fatta apposta per l&#8217;occasione con il <em>Cillit Bang Hisoshima Special edition</em>!</p>
<p>Ciò che a mio avviso è veramente degno di biasimo è il modo in cui i <em>&#8220;servizievoli&#8221; </em>si atteggino nei confronti dei suddetti <em>&#8220;normali&#8221;</em>, delle persone cioè che nella loro scala di importanza sono inferiori rispetto agli<em> &#8220;importanti&#8221;</em>. Sono atteggiamenti di sufficienza, sbrigativi, poco curati, ma che soprattutto tradiscono la loro per così dire &#8220;servizievolezza&#8221; selettiva: finta ed interessata, rivolta dunque a quelle <em>frequentazioni interessanti!!</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_2073" class="wp-caption aligncenter" style="width: 337px"><img class="size-full wp-image-2073 " title="Don Calogero" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/gattopardo.jpg" alt="" width="327" height="207" /><p class="wp-caption-text">Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra. (Il Gattopardo)</p></div>
<p>E&#8217; una espressione di incoerenza che  fa male a sé stessi, prima che agli altri, soprattutto se questi se ne accorgono. Come in ogni cosa è un problema di dignità: la propria. Ogni persona è importante e soprattutto ogni persona ha il diritto di averlo riconosciuto. Quando si parla con qualcuno è fondamentale che questo si senta per quei pochi minuti, per quegli istanti, per quelle quattro parole, per quelle poche frasi, il nostro interlocutore unico ed esclusivo. Per fortuna il tempo non è poi così poco come ci vogliono far credere, se si vuole si trova il tempo per tutti. E&#8217; veramente triste interrompere una conversazione perché è appena passato un &#8220;importante&#8221; mortificando la persona che ci sta di fronte e che in quel momento, tra l&#8217;altro, aveva reputato noi come &#8220;importanti&#8221; e che probabilmente e giustamente non lo rifarà.</p>
<p>E&#8217; giusto saper cogliere le occasioni, è giusto riconoscere il rispetto e l&#8217;ossequio alle persone che lo meritano, è ancor più giusto riconoscere la dignità propria e di ognuno. Ritengo essenziale  che impariamo a dedicare ad ognuno un po&#8217; del nostro tempo, a donare il nostro tempo, le nostre parole, il nostro stupore in maniera disinteressata, incondizionata: ne guadagneranno gli altri e ne guadagneremo di più anche noi. Chi ci sta vicino non sono &#8220;cose da usare&#8221; e da gettar via una volta consumate, sono sì un&#8217;opportunità, un dono, una risorsa almeno tanto quanto lo siamo noi per loro. E&#8217; oltraggioso come la nostra società, ma soprattutto noi nel nostro piccolo siamo in grado di distruggere questo delicato meccanismo fatto di solidarietà e stima reciproca.</p>
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		<title>Il sistema delle aspettative</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 20:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno sa cosa è il &#8220;sistema delle aspettative&#8221; ? Bè è quel processo interno che ognuno di noi mette in atto davanti ad una qualsiasi situazione, o ancor più importante, nei confronti di una qualsiasi persona. Il sistema delle aspettative si basa sul semplice, quanto immediato, sistema fisico-meccanico di azione e reazione, cioè quello per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno sa cosa è il<em> &#8220;sistema delle aspettative&#8221; </em>? Bè è quel processo interno che ognuno di noi mette in atto davanti ad una qualsiasi situazione, o ancor più importante, nei confronti di una qualsiasi persona.</p>
<p>Il sistema delle aspettative si basa sul semplice, quanto immediato, sistema fisico-meccanico di azione e reazione, cioè quello per cui ad ogni forza ne corrisponde sempre un&#8217;altra (anche se in questo caso non per forza uguale e contraria!). Una aspettativa nasce e cresce dentro di noi, l&#8217;aspettativa è il risultato sperato e quindi perseguito di una nostra azione, oppure ancora nell&#8217;ottica delle relazioni interpersonali, un&#8217;aspettativa è un comportamento oppure una qualità che noi ci &#8220;aspettiamo&#8221; dall&#8217;altra persona e che ci &#8220;aspettiamo&#8221; si manifesti in determinate situazioni oppure in determinati contesti nei quali siamo ovviamente implicati anche noi!</p>
<p>Il sistema delle aspettative è quanto di più <em><strong>costruttivo </strong></em>ci possa essere, in molte occasioni dà quella scintilla necessaria a mettersi in gioco, dà la forza e la pazienza di aspettare, è capace di fornire una forte carica motivazionale che ci può portare anche al sacrificio, all&#8217;abnegazione, alla sopportazione di situazioni che sul momento possono sembrare ostili ma sulle quali si ha l&#8217;<em>aspettativa</em> che una volta superate si giungerà alla meta sperata.</p>
<p>Il sistema delle aspettative, però, se non ben bilanciato e soprattutto se non supportato a dovere, è anche quanto di più <strong><em>distruttivo </em></strong>ci possa essere. La sua portata distruttiva non può essere prevista, non si può sapere in anticipo il danno che può arrecare, né tanto meno se questo sarà recuperabile. Cosa realmente rischia di far saltare tutto, cosa rischia di far detonare il sistema? La carica esplosiva è insita proprio nell&#8217;aspettativa!</p>
<p>Un&#8217;aspettativa nasce da sé stessi, ha infatti un unico polo: la persona che la possiede, noi. Il punto è che nella realtà, ogni situazione, ha almeno due poli. Se da una parte c&#8217;è la nostra aspettativa, dall&#8217;altra c&#8217;è la fatica, le opportunità che possono non presentarsi, i limiti personali, nelle relazioni affettive vi è l&#8217;altra persona che essendo tale non è un prolungamento di ciò che siamo,  e non in ultimo, le aspettative degli altri.</p>
<div id="attachment_2059" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2059 " title="Coppia" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/06/litigare.jpg" alt="" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Pensavo fossi diverso, pensavo che tu non fossi come tutti gli altri....</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Tutte le volte che ci si crea un&#8217;aspettativa, bisogna per così dire tenere presente anche gli altri poli, soprattutto se questi poli sono persone, persone alle quali vogliamo bene. Ad esempio in una relazione di coppia è ovvio che entrambi abbiano aspettative sull&#8217;altro che nella maggior parte dei casi sono differenti, ed è ancora più ovvio che l&#8217;altra parte non le potrà mai soddisfare tutte! Ecco che quindi si innesca una dinamica per cui ad aspettativa corrisponde soddisfazione o delusione. In caso di delusione, se l&#8217;aspettativa non tiene conto dell&#8217;amore per l&#8217;altra persona, se l&#8217;aspettativa non riesce ad uscire dal polo dell&#8217;egoismo dal quale naturalmente nasce, riesce a distruggere sé stessi, impedendo di costruire rapporti autentici, e l&#8217;altra persona che si sentirà ben presto usata, sfruttata ed umiliata.</p>
<p>Un simile meccanismo si innesca in quasi ogni aspetto della vita. Le aspettative ci accompagnano e ci fanno muovere, prendere decisioni, instaurare amicizie, fidanzarsi, sposarsi. Ma dietro un&#8217;aspettativa ci deve essere qualcos&#8217;altro, qualcosa di realmente sostanzioso, in grado di reggere eventuali delusioni che anziché distruggere noi stessi e chi ci sta intorno, siano capaci di <em>purificare </em>e <em>farci rimodulare </em>le nostre attese così che davvero possiamo costruire noi stessi, una relazione che non viva solo di sogni, ma anche di oblatività, donazione di sé, accoglienza dell&#8217;altro per quello che è, considerando la differenza come una risorsa.</p>
<p>Il<em> sistema delle aspettative</em>, come ogni sistema, va conosciuto e riconosciuto, ma soprattutto non va certamente sopravvalutato. Un&#8217;aspettativa è anche un&#8217;aspirazione, un sogno, un&#8217;attesa che, come già detto, non può che muovere da se stessi, ma che aprendosi sempre agli altri e al mondo deve necessariamente considerare l&#8217;altro come una persona autonoma, che ha a sua volta le sue aspirazioni le quali meritano lo stesso esatto rispetto delle nostre.</p>
<p>Litigare e far pace, stare insieme tutta una vita, giocare insieme una partita di calcio, collaborare per un progetto, lavorare insieme, amarsi: tutte cose che rientrano nel sistema delle aspettative, un sistema fatto di attesa, delusioni e soddisfazioni. E&#8217; una ruota che gira continuamente, che non si può ignorare e che va gestita! Imporre le proprie aspettative agli altri, o alla persona amata, significa non rispettarla per ciò che è, per la sua unicità e dignità, di contro far soccombere le proprie aspettative, i propri sogni, sotto quelle degli altri, o ancora, della persona amata, significa non aver rispetto per sé stessi, entrare in una dinamica di continua umiliazione che presto o tardi mostrerà il suo effetto distruttivo.</p>
<p>In ogni cosa, in ogni relazione, le aspettative sono importanti perché sotto sotto nascondono il fondamento delle nostre azioni, ma in ogni caso vanno modulati alla dignità propria e delle persone con le quali entriamo in relazione.</p>
<div id="attachment_2062" class="wp-caption aligncenter" style="width: 288px"><img class="size-full wp-image-2062" title="matrimoni_scambio-anelli" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/06/matrimoni_scambio-anelli.jpg" alt="" width="278" height="299" /><p class="wp-caption-text">Spero tu sia sempre te stesso!</p></div>
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