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	<title>iPost Too! &#187; Riflessioni</title>
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		<title>Dall&#8217;inizio e dalla fine</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Certe volte capita che iTunes becchi qualche vecchia canzone, che magari non si sente più da tanto. Ci sono canzoni importanti, non tanto perché quella canzone abbia chissà quale valore, ma perché ha avuto la fortuna di essere ascoltata in un momento particolare della propria vita, magari uno di quei momenti in cui si prendono decisioni, si cambia rotta, si cerca qualcosa di diverso… E allora è piacevole, nella stanchezza della giornata, nel momento in cui la strada si sussegue incessante ormai da giorni…mesi…anni… riascoltare quella canzone che vibrava nelle orecchie proprio nei giorni un cui quella strada stava per essere imboccata, quando il fascino di mete lontane, di sfide avvincenti, portava a prendere decisioni ben al di là della&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2011/11/21/dallinizio-e-dalla-fine/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certe volte capita che iTunes becchi qualche vecchia canzone, che magari non si sente più da tanto.<br />
Ci sono canzoni importanti, non tanto perché quella canzone abbia chissà quale valore, ma perché ha avuto la fortuna di essere ascoltata in un momento particolare della propria vita, magari uno di quei momenti in cui si prendono decisioni, si cambia rotta, si cerca qualcosa di diverso…</p>
<p style="text-align: center;"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/vocazione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2689 pk_imgborder" title="Spiaggia" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/vocazione.jpg" alt="" width="420" height="279" /></a></p>
<p>E allora è piacevole, nella stanchezza della giornata, nel momento in cui la strada si sussegue incessante ormai da giorni…mesi…anni… riascoltare quella canzone che vibrava nelle orecchie proprio nei giorni un cui quella strada stava per essere imboccata, quando il fascino di mete lontane, di sfide avvincenti, portava a prendere decisioni ben al di là della propria immaginazione e delle proprie capacità.</p>
<p>Ancora più bello è sentire dentro di sé, riaffiorare quelle alte motivazioni, ormai scontate, ma che di fatto lavorano ogni giorno per permettere quel miracolo del cammino, che solo all&#8217;inizio e alla fine dona quell&#8217;ebrezza e quell&#8217;euforia del tutto compiuto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ferma l&#8217;attimo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 19:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì ferma, non cogli l&#8217;attimo. Ferma l&#8217;attimo, non il tempo. Raccogli l&#8217;attimo del tempo che va, delle situazioni che oggi sono e domani forse non saranno, dell&#8217;oggi che è dono, del domani che c&#8217;è o non c&#8217;è chissà. Tieni le persone che incontri ogni giorno, tienile ma non trattenerle, non potresti. Respira tutto quel che puoi, ma non sarà in questo respiro che si esaurirà chi sei. Non pensare di risolverti in un attimo perché la vita è fatta di tanti attimi. Tutti abbiamo iniziato in qualche modo, ma è solo l&#8217;inizio. Non tendere verso la stabilità perché è un inganno: niente è stabile, ma ogni cosa è ciò che è. Non guardare indietro pensando che sia migliore, perché non&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2011/07/05/ferma-lattimo/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì ferma, non cogli l&#8217;attimo. Ferma l&#8217;attimo, non il tempo. Raccogli l&#8217;attimo del tempo che va, delle situazioni che oggi sono e domani forse non saranno, dell&#8217;oggi che è dono, del domani che c&#8217;è o non c&#8217;è chissà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2591 pk_imgborder" title="Tramonto" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/tramonto.jpg" alt="" width="368" height="276" /></p>
<p>Tieni le persone che incontri ogni giorno, tienile ma non trattenerle, non potresti. Respira tutto quel che puoi, ma non sarà in questo respiro che si esaurirà chi sei. Non pensare di risolverti in un attimo perché la vita è fatta di tanti attimi.</p>
<p>Tutti abbiamo iniziato in qualche modo, ma è solo l&#8217;inizio. Non tendere verso la stabilità perché è un inganno: niente è stabile, ma ogni cosa è ciò che è.</p>
<p>Non guardare indietro pensando che sia migliore, perché non lo era, non guardare avanti pensando che finalmente sarà, perché non lo è. Pensa ad oggi, ferma l&#8217;attimo, questo attimo e non un altro, perché questo c&#8217;è, ed in questo ci sei, ed in questo puoi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Qualcosa da dire, qualcuno da dire</title>
		<link>http://www.ipost2.com/wp/2011/03/03/qualcosa-da-dire-qualcuno-da-dire/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 00:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono periodi in cui non si ha niente da dire, o semplicemente in cui si accumula, si raccoglie, si riflette per poter essere pronti a dire ciò che va detto. Ci sono momenti in cui ci si aspetta che tu dica qualcosa. Ci sono occasioni, e sono rare, in cui ti viene concesso uno spazio per dire qualcosa. Capita, più spesso, che non ti venga chiesto di dire nulla, ma eventualmente di fare qualcosa, di essere presente a qualcosa, di partecipare, di far numero, di collaborare a qualche progetto le cui finalità, i cui obbiettivi non sono così chiari, né tanto meno limpidi, la cui veracità è dubbia. Ci sono momenti in cui si è chiamati a parlare e&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2011/03/03/qualcosa-da-dire-qualcuno-da-dire/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono periodi in cui non si ha niente da dire, o semplicemente in cui si accumula, si raccoglie, si riflette per poter essere pronti a dire ciò che va detto.</p>
<p>Ci sono momenti in cui ci si aspetta che tu dica qualcosa. Ci sono occasioni, e sono rare, in cui ti viene concesso uno spazio per dire qualcosa.</p>
<p>Capita, più spesso, che non ti venga chiesto di dire nulla, ma eventualmente di fare qualcosa, di essere presente a qualcosa, di partecipare, di far numero, di collaborare a qualche progetto le cui finalità, i cui obbiettivi non sono così chiari, né tanto meno limpidi, la cui <em>veracità</em> è dubbia.</p>
<p>Ci sono momenti in cui si è chiamati a parlare e momenti in cui si deve parlare anche quando nessuno vuol ascoltare. Ogni cosa ha il suo tempo, ma ogni tempo è buono, anzi unico, per <em>vivere come ciò che si dice</em>. Sì, io credo che la parola è la nostra <em>prima creatura</em> che prende forma di fronte a noi e di fronte agli altri e sulla base della quale ci <em>formiamo</em>, costruiamo noi stessi.</p>
<p>Se nelle nostre parole c&#8217;è menzogna, noi diventeremo pian piano menzogna. Se nelle nostre parole c&#8217;è verità, noi diventeremo giorno dopo giorno quella verità che proclamiamo.</p>
<div id="attachment_2502" class="wp-caption aligncenter" style="width: 394px"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/vivi-come.jpg"><img class="size-full wp-image-2502 " title="vivi-come" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/vivi-come.jpg" alt="" width="384" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Basta anche un niente per esser felici, basta vivere come le cose che dici. (R. Vecchioni)</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>Compito di ognuno è imparare a dire </strong><em><strong>sé stessi nella verità</strong></em><strong>, che significa imparare giorno dopo giorno a </strong><em><strong>dire sé stessi in Cristo</strong></em><strong> che è via, </strong><em><strong>verità </strong></em><strong>e vita.</strong></p>
<p>La vocazione di ognuno di noi è <em>dire</em> sé stessi come risposta alla chiamata di Dio, una chiamata che non solo ci interpella, ma che ci fa innanzitutto esistere: se esistiamo, se viviamo, se respiriamo, se amiamo, se lavoriamo, se studiamo, se siamo qui ed ora è perché Dio sta parlando a noi <em>qui</em> ed <em>ora</em>. Non cerchiamo parole da dire, ma cerchiamo di <em>dire quel chi, quel qualcuno </em>che siamo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;Un mese di silenzio&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 20:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fine ho fatto? Bé in questo periodo non ho potuto scrivere qui perché ho scritto il primo capitolo della mia tesi di laurea&#8230; Troppo concentrato a mettere per iscritto pensieri, riflessioni, autori che un&#8217;ulteriore sforzo intellettuale per scrivere qui non lo avrei proprio potuto reggere! Data questa assenza di parole&#8230; voglio cedervi una canzone&#8230; romantica, che in questo freddo inverno non fa mai male, un po&#8217; di romanticismo, e perché no, un po&#8217; di quella dolce malinconia che fa ben sperare nel domani! Leaving on a Jet Plane Le mie valigie sono pronte ed io sono pronto ad andare. Sto qui in piedi fuori dalla porta, odio svegliarti solo per doverti salutare, Ma l&#8217;alba sta per finire. È mattino presto,&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/12/16/un-mese-di-silenzio/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che fine ho fatto? Bé in questo periodo non ho potuto scrivere qui perché ho scritto il primo capitolo della mia tesi di laurea&#8230;</p>
<p>Troppo concentrato a mettere per iscritto pensieri, riflessioni, autori che un&#8217;ulteriore sforzo intellettuale per scrivere qui non lo avrei proprio potuto reggere! Data questa assenza di parole&#8230; voglio cedervi una canzone&#8230; romantica, che in questo freddo inverno non fa mai male, un po&#8217; di romanticismo, e perché no, un po&#8217; di quella dolce malinconia che fa ben sperare nel domani!</p>
<blockquote><p><strong>Leaving on a Jet Plane</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="25" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="false" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3MXT1jr-WVk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="25" src="http://www.youtube.com/v/3MXT1jr-WVk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Le mie valigie sono pronte ed io sono pronto ad andare.<br />
Sto qui in piedi fuori dalla porta,<br />
odio svegliarti solo per doverti salutare,</p>
<p>Ma l&#8217;alba sta per finire.<br />
È mattino presto,<br />
il taxi sta aspettando,  sta suonando il clacson.<br />
Già mi sento così solo, potrei morire.</p>
<p>Quindi, baciami e sorridi per me,<br />
dimmi che mi aspetterai,<br />
Stringimi come se non volessi mai lasciarmi andare,<br />
perché io sto partendo su un aereo,<br />
non so quando ritornerò di nuovo.<br />
Oh bambina, io odio andar via.</p>
<p>Ci sono così tante volte in cui ti ho delusa, così tante volte in cui ti ho presa in giro.<br />
Non significava nulla per me.</p>
<p>Dovunque io vada, penserò a te.<br />
Ogni canzone che canterò, la canterò per te.<br />
Quando torno, porterò ancora la fede.</p>
<p>Quindi, baciami e sorridimi,<br />
dimmi che mi aspetterai,<br />
Stringimi come se non tu non volessi mai lasciarmi andare,</p>
<p>Ora è arrivata l’ora di lasciarti.<br />
Ancora una volta lascia che ti baci.<br />
Poi chiudi gli occhi, io sarò in viaggio.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/ala_aereo.jpg"><img class="size-full wp-image-2446 pk_imgborder aligncenter" title="ala_aereo" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/ala_aereo.jpg" alt="" width="358" height="269" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Crisi dei valori o crisi comunicativa</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 23:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla spesso di crisi di valori, della mancanza di punti di riferimento, di aspirazioni alte, di sogni. Le nuove generazioni, figlie della società dei consumi, corrono fortemente il rischio di cadere in quella che è un&#8217;esistenza dettata dal mercato, guidata dalla pubblicità e continuamente assetata di notorietà, successo e ricchezza. Un&#8217;esistenza così congegnata non può esistere, non può esistere perché non ha fondamenta! Non c&#8217;è nessuno oggi che non si proponga da modello anche se la sua esistenza sta andando a rotoli e ne ha anche la consapevolezza. Tutti hanno sete di fama e gloria, tutti hanno voglia di insegnare e pochi di apprendere, tutti insegnano senza aver niente da insegnare, anzi insegnano il niente che sfocia in un&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/11/12/crisi-dei-valori-o-crisi-comunicativa/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla spesso di crisi di valori, della mancanza di punti di riferimento, di aspirazioni alte, di sogni. Le nuove generazioni, figlie della società dei consumi, corrono fortemente il rischio di cadere in quella che è un&#8217;esistenza dettata dal mercato, guidata dalla pubblicità e continuamente assetata di notorietà, successo e ricchezza.</p>
<p>Un&#8217;esistenza così congegnata non può esistere, non può esistere perché non ha fondamenta! Non c&#8217;è nessuno oggi che non si proponga da modello anche se la sua esistenza sta andando a rotoli e ne ha anche la consapevolezza. Tutti hanno sete di fama e gloria, tutti hanno voglia di insegnare e pochi di apprendere, tutti insegnano senza aver niente da insegnare, anzi insegnano il niente che sfocia in un nichilismo dei consumi, nell&#8217;apparire senza sostanza, nel consumo come ragione di vita: <em>Guadagno per spendere, consumo quindi devo guadagnare</em>.</p>
<p>Chi ha il coraggio di dire qualcosa che vada controcorrente, immediatamente viene zittito, perché nessuno è perfetto e perciò si inizia a scavare alla ricerca di uno scheletro nell&#8217;armadio per zittire chi ha avuto l&#8217;ardire di dire qualcosa che andava detto, ma che forse neanche lui ha la forza di mettere in pratica, ma almeno l&#8217;ha detta!</p>
<p><strong>Predica bene e razzola male&#8230; ma almeno predica bene!</strong></p>
<p>Sicuramente il problema non sta nei valori che sono ormai superati, nella mentalità cambiata, nella società diversa. Ci sono valori che sono costitutivi dell&#8217;uomo, insiti nella sua natura, che non sono mai cambiati né mai cambieranno: la famiglia, l&#8217;amicizia, la necessità di affetti sani, il sacrificio, la ricerca di senso, la religiosità&#8230;</p>
<p>Chi si ferma un attimo a pensare non può non riconoscere l&#8217;importanza di questi valori, non può non riconoscerlo perché di solito chi si ferma a pensare è perché si rende conto della propria frustrazione, dell&#8217;insoddisfazione dilagante che isola, della sete di infinito che nessun cellulare nuovo riesce a colmare.</p>
<p>Ma allora se questi valori sono così importanti e soprattutto così evidenti, perché stanno sparendo dalle coscienze? A mio avviso tra i tanti motivi due sono principali. Il primo è sicuramente che una società così accelerata, interconnessa come la nostra non dà il tempo per riflettere: quando ci si rende conto della propria miseria, della propria frustrazione ormai è troppo tardi. Il secondo, forse più importante del primo, se non altro perché vi si può lavorare, è un&#8217;emergenza educativa. I valori infatti vanno fondamentalmente insegnati, non perché non siano evidenti, ma perché solo così si può far in modo che &#8220;non sia troppo tardi&#8221;, si può fare in modo che una prima caduta non sia anche quella definitiva -può basta una pastiglia di ecstasy, così per divertirsi un po&#8217;, per morire a 23 anni -.</p>
<div id="attachment_2418" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/comunicazione.jpg"><img class="size-full wp-image-2418 " title="Emergenza Educativa" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/comunicazione.jpg" alt="" width="512" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Emergenza Educativa o crisi comunicativa?</p></div>
<p><strong>Emergenza educativa</strong></p>
<p>Emergenza educativa non significa che non c&#8217;è nessuno disposto ad insegnare, come già detto, tutti vogliono insegnare! Emergenza educativa significa che, qualora si abbia la voglia di insegnare dei valori sani, autentici, mancano gli strumenti comunicativi, linguaggi comprensibili per poter insegnare questi valori.</p>
<p>Emergenza educativa per l&#8217;uomo del nuovo millennio è quindi innanzitutto emergenza comunicativa. E&#8217; un problema di linguaggio, manca il mezzo con il quale parlare alle coscienze, al cuore delle nuove generazioni, così che un&#8217;orientamento valoriale derivi da una consapevolezza, più che da una costrizione morale o psicologica. <em>Si agisce bene perché si pensa bene!</em> Non è questione di convincere, ma è questione di mostrare, di stupire. Sì, stupire, perché il bello, stupisce, ed una vita vissuta in pienezza è bella, desta la meraviglia, quella meraviglia che ti porta a far bene, a far altrettanto.</p>
<p>Alla fine di questo mio discorsone, la cui complessità forse lo rende già di per sé contraddittorio, voglio mostrarvi un canale su Youtube che va per la maggiore. Si tratta di un ragazzo che si diletta a fare video amatoriali: ha milioni di iscritti e milioni di commentatori. Alcuni di questi video, sicuramente di natura goliardica, possono essere considerati certamente educativi.</p>
<p>Siamo di fronte ad un tizio che fa lo scemo su youtube, oppure siamo di fronte a qualcuno che, probabilmente in maniera inconscia, ha trovato un mezzo comunicativo, un linguaggio, di sicuro e conclamato effetto che trasmette un messaggio &#8220;positivo&#8221; senza essere definito né bigotto, né retrò?</p>
<p>Ecco qualche esempio:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_rh5SYvQtY0" target="_blank">Ormai str***o è uguale a figo&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oTN9E20jyxU" target="_blank">iEmo</a></li>
</ol>
<p>Forse bisognerebbe iniziare a concentrarsi sul linguaggio, sui mezzi comunicativi seguendo un approccio quanto più possibile sincero e naturale. E&#8217; necessaria una sinergia tra linguaggio e contenuto, tra oggetto e mezzo. E&#8217; necessario anche evitare ogni tipo di improvvisazione, anzi è necessaria una sinergia tra chi formula riflessioni, conduce ragionamenti, indaga e ricerca e chi invece è in grado di comunicare, trasmettere, condividere, condurre.</p>
<p>In un mondo come il nostro, che gira alla velocità di parecchi <em>Gigahertz</em>, su fibbra ottica o via satellite, una comunicazione che non sia abbastanza veloce, abbastanza duttile, abbastanza malleabile, rischia di non essere neanche percepita.</p>
]]></content:encoded>
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