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	<title>iPost Too! &#187; Copertina</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Steve Jobs 1955 &#8211; 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché così tanta attenzione alla figura di Steve Jobs? Forse perché riusciva a tirarsi fuori prodotti affascinanti, o perché era l&#8217;unico a poterlo fare? Oppure ancora era un benefattore, un filantropo? Onestamente non credo. Non credo che Steve Jobs avesse tutta questa attenzione perché come dice la stessa Apple, nelle poche parole di commiato, fosse un &#8220;genio visionario e creativo&#8221;: non è né il primo, né sarà l&#8217;ultimo. La sua figura, a mio avviso ha un&#8217;altro valore, molto più importante di qualche iPod, iPhone, o Mac, che in fondo sono solo un ammasso di ferraglia, che prima o poi chiunque altro avrebbe inventato. Steve Jobs è una specie di icona, che sta lì a mostrare al mondo che si possono seguire&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2011/10/07/steve-jobs-1955-2011/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché così tanta attenzione alla figura di Steve Jobs? Forse perché riusciva a tirarsi fuori prodotti affascinanti, o perché era l&#8217;unico a poterlo fare? Oppure ancora era un benefattore, un filantropo? Onestamente non credo. Non credo che Steve Jobs avesse tutta questa attenzione perché come dice la stessa Apple, nelle poche parole di commiato, fosse un &#8220;genio visionario e creativo&#8221;: non è né il primo, né sarà l&#8217;ultimo. La sua figura, a mio avviso ha un&#8217;altro valore, molto più importante di qualche iPod, iPhone, o Mac, che in fondo sono solo un ammasso di ferraglia, che prima o poi chiunque altro avrebbe inventato.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2647 pk_imgborder" title="STEVE-31" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-31.jpg" alt="" width="202" height="268" /></a></p>
<p>Steve Jobs è una specie di icona, che sta lì a mostrare al mondo che si possono seguire i propri sogni, ci si può credere, e si deve avere la follia sufficiente per seguirli, si può vivere con passione. Grande comunicatore, oltre ovviamente ad essere un grande imprenditore, nel suo lavoro, e nei suoi prodotti, seppur con un occhio (talvolta anche due!) al profitto &#8211; in fondo questo era il suo lavoro! &#8211; ha saputo però infondere quel qualcosa di &#8220;magico&#8221; che non è dato dalla tecnologia, e neanche dal marketing, ma dalla sua stessa persona. Ogni Mac prima, poi negli iPhone/iPod, non ultimo l&#8217;iPad sta lì a dire che si può &#8220;osare&#8221;, si può seguire ciò che piace, che il computer non è solo strumento di lavoro, ma uno strumento &#8220;personal&#8221; che ti segue nell&#8217;intero arco della giornata, dal lavoro sino alla tua iLife, perché c&#8217;è anche una &#8220;Life&#8221; oltre il &#8220;Pro&#8221;.</p>
<p>Forse Jobs è così ammirato perché ha avuto il coraggio, e sicuramente la fortuna, di fare ciò che tutti vorremmo fare, seguire i propri sogni fino alla fine. Seppur con immancabili difetti: c&#8217;è chi lo definisce un &#8220;bastardo&#8221; a lavoro, quasi un negriero, un artista con attacchi d&#8217;ira, capace di chiedere l&#8217;impossibile anche a costo di licenziare. Ma in fondo, parafrasando R. Pausch, &#8220;un muro sta lì per vedere quanto ci tieni a superarlo&#8221;.</p>
<p>Consiglio a tutti di vedere il film &#8220;<a href="http://www.megavideo.com/?v=S6F5J5GR">I pirati della Silicon Valley</a>&#8220;.</p>
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		<title>Crisi dei valori o crisi comunicativa</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 23:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla spesso di crisi di valori, della mancanza di punti di riferimento, di aspirazioni alte, di sogni. Le nuove generazioni, figlie della società dei consumi, corrono fortemente il rischio di cadere in quella che è un&#8217;esistenza dettata dal mercato, guidata dalla pubblicità e continuamente assetata di notorietà, successo e ricchezza. Un&#8217;esistenza così congegnata non può esistere, non può esistere perché non ha fondamenta! Non c&#8217;è nessuno oggi che non si proponga da modello anche se la sua esistenza sta andando a rotoli e ne ha anche la consapevolezza. Tutti hanno sete di fama e gloria, tutti hanno voglia di insegnare e pochi di apprendere, tutti insegnano senza aver niente da insegnare, anzi insegnano il niente che sfocia in un&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/11/12/crisi-dei-valori-o-crisi-comunicativa/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla spesso di crisi di valori, della mancanza di punti di riferimento, di aspirazioni alte, di sogni. Le nuove generazioni, figlie della società dei consumi, corrono fortemente il rischio di cadere in quella che è un&#8217;esistenza dettata dal mercato, guidata dalla pubblicità e continuamente assetata di notorietà, successo e ricchezza.</p>
<p>Un&#8217;esistenza così congegnata non può esistere, non può esistere perché non ha fondamenta! Non c&#8217;è nessuno oggi che non si proponga da modello anche se la sua esistenza sta andando a rotoli e ne ha anche la consapevolezza. Tutti hanno sete di fama e gloria, tutti hanno voglia di insegnare e pochi di apprendere, tutti insegnano senza aver niente da insegnare, anzi insegnano il niente che sfocia in un nichilismo dei consumi, nell&#8217;apparire senza sostanza, nel consumo come ragione di vita: <em>Guadagno per spendere, consumo quindi devo guadagnare</em>.</p>
<p>Chi ha il coraggio di dire qualcosa che vada controcorrente, immediatamente viene zittito, perché nessuno è perfetto e perciò si inizia a scavare alla ricerca di uno scheletro nell&#8217;armadio per zittire chi ha avuto l&#8217;ardire di dire qualcosa che andava detto, ma che forse neanche lui ha la forza di mettere in pratica, ma almeno l&#8217;ha detta!</p>
<p><strong>Predica bene e razzola male&#8230; ma almeno predica bene!</strong></p>
<p>Sicuramente il problema non sta nei valori che sono ormai superati, nella mentalità cambiata, nella società diversa. Ci sono valori che sono costitutivi dell&#8217;uomo, insiti nella sua natura, che non sono mai cambiati né mai cambieranno: la famiglia, l&#8217;amicizia, la necessità di affetti sani, il sacrificio, la ricerca di senso, la religiosità&#8230;</p>
<p>Chi si ferma un attimo a pensare non può non riconoscere l&#8217;importanza di questi valori, non può non riconoscerlo perché di solito chi si ferma a pensare è perché si rende conto della propria frustrazione, dell&#8217;insoddisfazione dilagante che isola, della sete di infinito che nessun cellulare nuovo riesce a colmare.</p>
<p>Ma allora se questi valori sono così importanti e soprattutto così evidenti, perché stanno sparendo dalle coscienze? A mio avviso tra i tanti motivi due sono principali. Il primo è sicuramente che una società così accelerata, interconnessa come la nostra non dà il tempo per riflettere: quando ci si rende conto della propria miseria, della propria frustrazione ormai è troppo tardi. Il secondo, forse più importante del primo, se non altro perché vi si può lavorare, è un&#8217;emergenza educativa. I valori infatti vanno fondamentalmente insegnati, non perché non siano evidenti, ma perché solo così si può far in modo che &#8220;non sia troppo tardi&#8221;, si può fare in modo che una prima caduta non sia anche quella definitiva -può basta una pastiglia di ecstasy, così per divertirsi un po&#8217;, per morire a 23 anni -.</p>
<div id="attachment_2418" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/comunicazione.jpg"><img class="size-full wp-image-2418 " title="Emergenza Educativa" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/comunicazione.jpg" alt="" width="512" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Emergenza Educativa o crisi comunicativa?</p></div>
<p><strong>Emergenza educativa</strong></p>
<p>Emergenza educativa non significa che non c&#8217;è nessuno disposto ad insegnare, come già detto, tutti vogliono insegnare! Emergenza educativa significa che, qualora si abbia la voglia di insegnare dei valori sani, autentici, mancano gli strumenti comunicativi, linguaggi comprensibili per poter insegnare questi valori.</p>
<p>Emergenza educativa per l&#8217;uomo del nuovo millennio è quindi innanzitutto emergenza comunicativa. E&#8217; un problema di linguaggio, manca il mezzo con il quale parlare alle coscienze, al cuore delle nuove generazioni, così che un&#8217;orientamento valoriale derivi da una consapevolezza, più che da una costrizione morale o psicologica. <em>Si agisce bene perché si pensa bene!</em> Non è questione di convincere, ma è questione di mostrare, di stupire. Sì, stupire, perché il bello, stupisce, ed una vita vissuta in pienezza è bella, desta la meraviglia, quella meraviglia che ti porta a far bene, a far altrettanto.</p>
<p>Alla fine di questo mio discorsone, la cui complessità forse lo rende già di per sé contraddittorio, voglio mostrarvi un canale su Youtube che va per la maggiore. Si tratta di un ragazzo che si diletta a fare video amatoriali: ha milioni di iscritti e milioni di commentatori. Alcuni di questi video, sicuramente di natura goliardica, possono essere considerati certamente educativi.</p>
<p>Siamo di fronte ad un tizio che fa lo scemo su youtube, oppure siamo di fronte a qualcuno che, probabilmente in maniera inconscia, ha trovato un mezzo comunicativo, un linguaggio, di sicuro e conclamato effetto che trasmette un messaggio &#8220;positivo&#8221; senza essere definito né bigotto, né retrò?</p>
<p>Ecco qualche esempio:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_rh5SYvQtY0" target="_blank">Ormai str***o è uguale a figo&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oTN9E20jyxU" target="_blank">iEmo</a></li>
</ol>
<p>Forse bisognerebbe iniziare a concentrarsi sul linguaggio, sui mezzi comunicativi seguendo un approccio quanto più possibile sincero e naturale. E&#8217; necessaria una sinergia tra linguaggio e contenuto, tra oggetto e mezzo. E&#8217; necessario anche evitare ogni tipo di improvvisazione, anzi è necessaria una sinergia tra chi formula riflessioni, conduce ragionamenti, indaga e ricerca e chi invece è in grado di comunicare, trasmettere, condividere, condurre.</p>
<p>In un mondo come il nostro, che gira alla velocità di parecchi <em>Gigahertz</em>, su fibbra ottica o via satellite, una comunicazione che non sia abbastanza veloce, abbastanza duttile, abbastanza malleabile, rischia di non essere neanche percepita.</p>
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		<title>Fiducia nelle istituzioni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che c&#8217;è qualcosa che va male si sente sempre la tipica frase di rito: &#8220;Bisogna avere fiducia nelle istituzioni&#8221;, frase ripetuta anche in occasione della recente alluvione che ha devastato il nord Italia. Oggi mentre ascoltavo al telegiornale uno dei soliti servizi in cui cambia solo l&#8217;oggetto, ma non il cliché, ho avuto la fortuna di sentire ancora una volta il mantra della fiducia nelle istituzione ed inaspettatamente, in maniera assolutamente naturale mi è sorta una domanda, semplice ed innocente quanto quella di un bambino: &#8220;Ma perchè?&#8221; Per quale motivo dovrei avere fiducia nelle Istituzioni? Da chi o da cosa sono garantite? Chi mi garantisce che le Istituzioni vogliano il mio bene? Quale fondamento dietro le istituzioni dello&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/11/11/fiducia-nelle-istituzioni/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che c&#8217;è qualcosa che va male si sente sempre la tipica frase di rito: &#8220;Bisogna avere fiducia nelle istituzioni&#8221;, frase ripetuta anche in occasione della recente alluvione che ha devastato il nord Italia.</p>
<p>Oggi mentre ascoltavo al telegiornale uno dei soliti servizi in cui cambia solo l&#8217;oggetto, ma non il cliché, ho avuto la fortuna di sentire ancora una volta il <em>mantra</em> della fiducia nelle istituzione ed inaspettatamente, in maniera assolutamente naturale mi è sorta una domanda, semplice ed innocente quanto quella di un bambino:</p>
<p><strong>&#8220;Ma perchè?&#8221;</strong></p>
<p>Per quale motivo dovrei avere fiducia nelle Istituzioni? Da chi o da cosa sono garantite? Chi mi garantisce che le Istituzioni vogliano il mio bene? Quale fondamento dietro le istituzioni dello stato può giustificare la mia fiducia in loro? Chi è che sta dietro le istituzioni, e ci crede lui per primo, al punto da essere disposto a risponderne in prima persona?</p>
<p style="text-align: center;"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/1821_TESTATA_ISTITUZIONI.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2406 pk_imgborder" title="Istituzioni" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/1821_TESTATA_ISTITUZIONI.jpg" alt="" width="425" height="144" /></a></p>
<p>La risposta ad ognuna di queste domande purtroppo è: niente o nessuno. Qualcuno colto dall&#8217;ovvio <em>empasse</em> affianca al mantra della fiducia un&#8217;altro mantra ancor più bello del primo: &#8220;Le istituzioni sono democratiche, elette dal popolo&#8221;.</p>
<p><strong>E allora? </strong></p>
<p>Il fatto che il popolo sia elettore non è garanzia di nulla, anzi! Per prima cosa bisognerebbe dire che una democrazia può essere davvero tale se il popolo possedesse un livello di alfabetizzazione minimo, tale da poter scegliere e comprendere l&#8217;importanza delle istituzioni e quali siano le decisioni per il bene collettivo e di ogni cittadino. Livello di alfabetizzazione e di buona fede che in Italia manca, manca perché non si ha neanche interesse a crearlo, perché un popolo ignorante, o plagiato è più facile da controllare (Cf.<em> </em><a href="http://www.ipost2.com/wp/2009/10/08/fa-quel-che-puo-quel-che-non-puo-non-fa/" target="_blank"><em>Fa quel che può, quel che non può non fa</em></a>).</p>
<p><em>Un popolo</em> in cui i valori si stanno degradando, in cui il sentimento di cooperazione e di sussidiarità è praticamente sparito, in cui il consumismo e l&#8217;egoismo la fanno da padrone, in cui la cultura è considerata meno di niente perché non produce, in cui l&#8217;altro è considerato come un rivale più che un compatriota, <em>quale risultato elettorale può dare? e soprattutto, quali candidati possono uscire da un popolo del genere?</em><em> </em>Ancora una volta cosa può garantirmi questa democrazia? Può forse <em>questa</em> democrazia garantirmi le istituzioni? Non credo proprio!</p>
<p>Mi spiace che la fiducia degli italiani nelle Istituzioni sia in drastico calo, ma è ovvio e forse anche <em>giusto</em> che sia così. Solo quando tutti finalmente smetteranno di avere fiducia e di svendersi ad <em>Istituzioni che legittimamente </em>governano il paese si potrà finalmente sperare in <em><strong>Istituzioni giuste</strong></em>:</p>
<p><strong>Si può infatti aver fiducia in istituzioni giuste, un&#8217;istituzione solo legittima (e che si legittima da sé) non è affatto sufficiente.</strong></p>
<p>(Cf.<a href="http://www.ipost2.com/wp/2009/08/17/litalia-un-paese-senza-popolo/" target="_blank"><em> L&#8217;Italia un paese senza popolo?</em></a>)</p>
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		<title>La responsabilità di sè stessi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 23:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che per ogni comportamento ci sia sempre un motivo, un qualcosa che lo ha scatenato, una causa, una ragione che tuttavia  non è la sua giustificazione: posso guidare ubriaco e andarmi a schiantare con la mia auto, l&#8217;essere ubriaco è sicuramente la ragione dello schianto, ma non è certo una giustificazione, il peso dell&#8217;azione rimane interamente su di me, malgrado se ne conosca il motivo. Perché dico questo? Non tanto perché voglia soffermarmi su problemi di ordine morale o etico, ma perché credo che alla fine, malgrado i mille condizionamenti, le mille motivazioni, siamo liberi e che, presto o tardi, tutti siamo messi nella possibilità di prendere le decisioni fondamentali della nostra vita senza condizionamenti esterni, decisioni che ci fanno&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/11/10/la-responsabilita-di-se-stessi/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che per ogni comportamento ci sia sempre un motivo, un qualcosa che lo ha scatenato, una causa, una ragione che tuttavia  non è la sua giustificazione: posso guidare ubriaco e andarmi a schiantare con la mia auto, l&#8217;essere ubriaco è sicuramente la ragione dello schianto, ma non è certo una giustificazione, il peso dell&#8217;azione rimane interamente su di me, malgrado se ne conosca il motivo.</p>
<p>Perché dico questo? Non tanto perché voglia soffermarmi su problemi di ordine morale o etico, ma perché credo che alla fine, malgrado i mille condizionamenti, le mille motivazioni, siamo liberi e che, presto o tardi, tutti siamo messi nella possibilità di prendere le decisioni fondamentali della nostra vita senza condizionamenti esterni, decisioni che ci fanno essere tragicamente padroni della nostra vita nel bene o nel male.</p>
<p>Non si può cedere alla tentazione, continuamente portata avanti dai mezzi di comunicazione, di sentirsi non responsabili di ciò che si è: è un errore. Se si guarda al nostro modo di valutare ci si rende conto che c&#8217;è sempre una giustificazione, sia essa di ordine sociale, religioso, psicologico, culturale e perché no, anche medico, che ci toglie immediatamente dall&#8217;impiccio di dover essere <em>respons-abili</em>, di dover cioè <em>rispondere delle proprie azioni</em>, innanzitutto a sé stessi e sì, anche agli altri.</p>
<p>Un comportamento aggressivo è dato dall&#8217;aumento di questa o di quella sostanza nel sangue, la pigrizia e la codardia è in realtà una &#8220;patologia dell&#8217;umore&#8221;, il disordine affettivo è certamente colpa di modelli familiari sbagliati, l&#8217;irascibilità è data da frustrazione esistenziale, e la stessa &#8220;tristezza cronica&#8221; definita come depressione o angoscia è giustamente data da questa o quell&#8217;altra psicosi. Insomma c&#8217;è una giustificazione per tutto, c&#8217;è sempre un ormone o un enzima a cui addossare la colpa!</p>
<div id="attachment_2398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 506px"><img class="size-full wp-image-2398 " title="Polli" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/chicken_horror_movie.jpeg" alt="" width="496" height="302" /><p class="wp-caption-text">Non siamo polli! Siamo noi a decidere se e quando finire arrosto!</p></div>
<p>Il problema è che più che di giustificazione bisognerebbe parlare di ragioni, sì perché alla fine se l&#8217;uomo non è più capace di rispondere si sé stesso non è più uomo, è animale! Nessuno può mai essere fino in fondo solo e soltanto una vittima di agenti esterni, ma in qualche misura, magari in maniera diversa, magari in minima parte, si è responsabili di sè stessi della persone che si è: deve essere anche &#8220;merito&#8221; proprio, nel bene e nel male.</p>
<p>Mi si potrebbe obiettare che ci sono situazioni, casi limite, in cui effettivamente agenti esterni impediscano il naturale sviluppo della persona, come potrebbe essere ad esempio una prigionia politica, oppure ancora una violenza subita da piccoli. Personalmente credo che questi siano per l&#8217;appunto &#8220;casi limite&#8221; che in quanto tali non possono essere la normalità e quindi non possono essere presi a modello: non possiamo essere tutti giustificarti in forza di &#8220;casi limite&#8221;, l&#8217;eccezione non conferma mai la regola, anzi, la mina dalle basi. Anche in questi casi dunque, credo che la persona proprio per la sua enorme capacità di adattamento, e<em> per il suo essere fondamentalmente libera in sé</em>, è in ogni caso responsabile del proprio essere, della propria persona, del modo di affrontare la situazione esterna (sto pensando ad esempio a Mandela&#8230;).</p>
<p>La respons-abilità, l&#8217;abilità cioè di dare risposte è quanto di più grande c&#8217;è in noi, non sprechiamola, non vendiamola al primo offerente, non nascondiamoci dietro giustificazioni più o meno fondate, ne vale di noi stessi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Finalmente ecco la nuova sezione dedicata a Santiago!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco fatto! Come vi avevo preannunciato ho messo in linea la nuovissima sezione dedicata al &#8220;mio&#8221; cammino di Santiago. Ho fatto più veloce che ho potuto! In due settimane ho messo su un vero e proprio &#8220;micro site&#8221; dedicato alla mia esperienza del cammino. Non è ancora del tutto completo e vi prego di considerarlo ancora in fase di &#8220;beta&#8221;. Nei miei piani voglio cercare di ampliarlo il più possibile con informazioni utili per chi vuole iniziare il cammino, informazioni utili soprattutto per una preparazione spirituale, perché di siti che ti informano sulla preparazione &#8220;atletica&#8221; e sull&#8217;equipaggiamento, ce ne sono già a sufficienza in giro per la rete. Al momento ho impostato la veste grafica, completamente personalizzata per il cammino,&#160;<a href="http://www.ipost2.com/wp/2010/08/21/finalmente-ecco-la-nuova-sezione-dedicata-a-santiago/" style="color:#00f;">[Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco fatto! Come vi avevo preannunciato ho messo in linea la nuovissima sezione dedicata al &#8220;mio&#8221; cammino di Santiago. Ho fatto più veloce che ho potuto! In due settimane ho messo su un vero e proprio &#8220;micro site&#8221; dedicato alla mia esperienza del cammino. Non è ancora del tutto completo e vi prego di considerarlo ancora in fase di &#8220;beta&#8221;. Nei miei piani voglio cercare di ampliarlo il più possibile con informazioni utili per chi vuole iniziare il cammino, informazioni utili soprattutto per una preparazione spirituale, perché di siti che ti informano sulla preparazione &#8220;atletica&#8221; e sull&#8217;equipaggiamento, ce ne sono già a sufficienza in giro per la rete.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2285 pk_imgborder" title="Concha!" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/concha_gialla.jpg" alt="" width="220" height="215" /></p>
<p>Al momento ho impostato la veste grafica, completamente personalizzata per il cammino, ed ho caricato il mio «Diario di viaggio» rielaborato a tempo di record in questi giorni partendo dagli appunti che, tappa per tappa, prendevo sul mio moleskine prima di andare a dormire. E&#8217; soprattutto un diario in cui cerco di descrivere le sensazioni, le emozioni, il rapporto con la gente, le paure, le ansie, le gioie, e non tanto l&#8217;organizzazione delle tappe vera e propria. Ho fatto questa scelta perché in fondo, ancora una volta, di guide al cammino che descrivono la strada, gli albergue, le insidie e quant&#8217;altro ce ne sono moltissime, ma l&#8217;esperienza di ognuno è unica ed irripetibile. Anzi, invito particolarmente tutti quelli che hanno fatto il cammino di Santiago a condividere, se lo vogliono, le loro esperienze utilizzando i commenti, che sono aperti in ogni articolo.</p>
<p>Non ho voluto, né potuto in molti casi, essere più preciso. Quanto ho scritto è assolutamente una minima parte di quello che è successo durante il viaggio. Ogni pellegrino, infatti, ha una storia di cammino personalissima ed intensa. Il cammino è un&#8217;esperienza stupenda che difficilmente si può raccontare, che è difficile condividere con chi non l&#8217;ha mai fatto. Consiglio a tutti coloro che ne hanno la possibilità di farlo e spero che grazie a questo sito, nasca la voglia di partire sulle orme di San Giacomo.</p>
<p>Questo è lo scopo della sezione &#8220;Santiago&#8221;: affascinare e far nascere la voglia del cammino, la voglia di un cammino che sia un pellegrinaggio veramente cristiano, ma anche la voglia di mettersi in moto da un punto di vista spirituale e non solo nel &#8220;cammino di Santiago&#8221;. Nel 2005, allora avevo ancora 21 anni, <a href="http://www.ipost2.com/wp/2005/08/29/pellegrino/" target="_blank">scrivevo un articolo sul pellegrino</a> che, rileggendolo oggi, continuo a condividere in pieno e che analizza il senso del pellegrinaggio cristiano, il senso del pellegrinare come attesa, come incontro, come amore, come ricerca, anzi come un &#8220;farsi trovare&#8221; da Dio: la vita come un pellegrinare.</p>
<p>Il sito su Santiago è raggiungibile dal collegamento sulla barra gialla in alto e dall&#8217;elenco delle categorie, oppure da questo link diretto: <a href="http://www.ipost2.com/santiago">http://www.ipost2.com/santiago</a>.</p>
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