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	<title>iPost Too! &#187; Copertina</title>
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		<title>Il Cammino di Santiago</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, finalmente, dopo tanto averlo sognato, dopo tanto averlo preparato, io e Daniela (la mia fidanzata!) partiamo per Santiago. L&#8217;organizzazione del viaggio, l&#8217;equipaggiamento, gli allenamenti ci hanno più o meno impegnati intensamente nelle scorse settimane, questo il motivo della carenza di articoli!!! I miei fidati lettori però non si sentano affatto trascurati, sto preparando infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, finalmente, dopo tanto averlo sognato, dopo tanto averlo preparato, io e Daniela (la mia fidanzata!) partiamo per Santiago. L&#8217;organizzazione del viaggio, l&#8217;equipaggiamento, gli allenamenti ci hanno più o meno impegnati intensamente nelle scorse settimane, questo il motivo della carenza di articoli!!! I miei fidati lettori però non si sentano affatto trascurati, sto preparando infatti un diario sul pre, sul post e sul durante della mia esperienza di Santiago.In questi giorni, infatti, ho scritto tutte le mie riflessioni su questa mia &#8220;avventura&#8221;, ma aspetto di tornare per pubblicare il mio diario per intero! I miei amici altrettanto! Scusate il nostro assenteismo&#8230; al ritorno ci rifacciamo! Ci si risente il 7 agosto! Ciao!</p>
<div id="attachment_2110" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><img class="size-full wp-image-2110" title="Santiago!" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/798310-Santiago_de_Compostela_skyline-Santiago_de_Compostela.jpg" alt="" width="560" height="361" /><p class="wp-caption-text">Santiago!</p></div>
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		<title>Café Teologico</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto è sorprendente come ci si possa imbattere in rete in belle iniziative come quella denominata &#8220;Café teologico&#8221;, legato al progetto &#8220;sentinelle del mattino&#8221;, un progetto &#8220;sovradiocesano&#8221; di prima evangelizzazione che cerca di inculturare la fede nella nostra cultura. E&#8217; innanzitutto ricerca di linguaggi, dinamiche, situazioni. A mio avviso è un&#8217;ottima iniziativa, che magari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto è sorprendente come ci si possa imbattere in rete in belle iniziative come quella denominata &#8220;Café teologico&#8221;, legato al progetto &#8220;sentinelle del mattino&#8221;, un progetto <em>&#8220;sovradiocesano&#8221; </em>di prima evangelizzazione che cerca di inculturare la fede nella nostra cultura. E&#8217; innanzitutto ricerca di linguaggi, dinamiche, situazioni. A mio avviso è un&#8217;ottima iniziativa, che magari in determinate occasioni può far storcere il naso per via di alcune punte che possono sembrare eccessive, ma che sono assolutamente normali (se non previste) in ogni processo di inculturazione fatto di continue reciproche modulazioni.</p>
<div id="attachment_2085" class="wp-caption aligncenter" style="width: 583px"><img class="size-full wp-image-2085 " title="CafeT" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/Cafet.jpg" alt="" width="573" height="166" /><p class="wp-caption-text">Il logo di Café Teologico</p></div>
<p>Café Teologico è una serie di incontri svoltisi a cura del centro del progetto che si trova a Desenzano. Utilizzano un linguaggio non tecnico ed il livello è molto buono. Può essere un ottimo spunto per la riflessione personale oltre che per la pastorale. Spesso, infatti, il problema dell&#8217;annuncio non sta tanto nel contenuto, nella sostanza sulla quale basarsi, quanto piuttosto sul modo di comunicare la fede, sull&#8217;atteggiamento da tenere che è fatto di mimica facciale, tono di voce, abbigliamento, insomma tutte quelle tecniche comunicative che non sono &#8220;l&#8217;apparenza&#8221;, la &#8220;facciata&#8221; sulla quale si può sorvolare, ma sono quel complesso insieme di segni non verbali che fa trasparire, più direttamente delle parole, il messaggio, il lieto annunzio che è il Vangelo. La fede infatti deve affascinare, quel fascino che proviene dalla comprensione di essere stati amati per primi, di essere stati salvati <em>gratuitamente</em>, quel fascino che non proviene certo da norme morali, ma che anzi le suscita, suscita dentro ognuno la necessità impellente di rispondere a quell&#8217;amore che Cristo ci ha donato. Rimanere affascinati da Gesù è iniziare un lento ed entusiasmante cammino di conversione, fatto certamente di alti e bassi, ma che è capace di dar senso a tutta una vita.</p>
<p>Ecco quindi nel link seguente tutti gli incontri: <a href="http://vimeo.com/channels/cafeteologico" target="_blank">Café Teologico su Vimeo</a>.</p>
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		<title>Frequentazioni interessanti</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 23:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono occasioni dove c&#8217;è tanta gente, tante persone, e tra queste tante persone &#8220;importanti&#8221;: avvocati, notai, medici, architetti affermati, alti prelati. La cosa divertente guardando tutto ciò è che ci sono anche tante altre persone &#8220;normali&#8221;, delle quali per ora non ho nulla da dire, stanno lì e basta, e poi ci sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono occasioni dove c&#8217;è tanta gente, tante persone, e tra queste tante persone <em>&#8220;importanti&#8221;</em>: avvocati, notai, medici, architetti affermati, alti prelati. La cosa divertente guardando tutto ciò è che ci sono anche tante altre persone <em>&#8220;normali&#8221;</em>, delle quali per ora non ho nulla da dire, stanno lì e basta, e poi ci sono le persone particolarmente &#8220;<a href="http://it.wiktionary.org/wiki/leccaculo" target="_blank">servizievoli</a>&#8221; che magari hanno già una posizione di tutto rispetto, o per lo meno hanno le potenzialità per raggiungerla, ma che trovi sempre attaccate alla gonnella di quelle più &#8220;importanti&#8221; pronti ad esibire sorrisi a 32 denti e carinerie varie!</p>
<p>Nulla di male in realtà, chi se ne frega, in fondo ognuno si fa strada un po&#8217; come può! E sotto sotto tutti almeno una volta siamo stati leccaculo <em>&#8220;servizievoli&#8221; </em>nei confronti di qualcuno&#8230; ogni tanto bisogna pur farsi notare, pavoneggiarsi, schierare la pulizia dei denti fatta apposta per l&#8217;occasione con il <em>Cillit Bang Hisoshima Special edition</em>!</p>
<p>Ciò che a mio avviso è veramente degno di biasimo è il modo in cui i <em>&#8220;servizievoli&#8221; </em>si atteggino nei confronti dei suddetti <em>&#8220;normali&#8221;</em>, delle persone cioè che nella loro scala di importanza sono inferiori rispetto agli<em> &#8220;importanti&#8221;</em>. Sono atteggiamenti di sufficienza, sbrigativi, poco curati, ma che soprattutto tradiscono la loro per così dire &#8220;servizievolezza&#8221; selettiva: finta ed interessata, rivolta dunque a quelle <em>frequentazioni interessanti!!</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_2073" class="wp-caption aligncenter" style="width: 337px"><img class="size-full wp-image-2073 " title="Don Calogero" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/gattopardo.jpg" alt="" width="327" height="207" /><p class="wp-caption-text">Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra. (Il Gattopardo)</p></div>
<p>E&#8217; una espressione di incoerenza che  fa male a sé stessi, prima che agli altri, soprattutto se questi se ne accorgono. Come in ogni cosa è un problema di dignità: la propria. Ogni persona è importante e soprattutto ogni persona ha il diritto di averlo riconosciuto. Quando si parla con qualcuno è fondamentale che questo si senta per quei pochi minuti, per quegli istanti, per quelle quattro parole, per quelle poche frasi, il nostro interlocutore unico ed esclusivo. Per fortuna il tempo non è poi così poco come ci vogliono far credere, se si vuole si trova il tempo per tutti. E&#8217; veramente triste interrompere una conversazione perché è appena passato un &#8220;importante&#8221; mortificando la persona che ci sta di fronte e che in quel momento, tra l&#8217;altro, aveva reputato noi come &#8220;importanti&#8221; e che probabilmente e giustamente non lo rifarà.</p>
<p>E&#8217; giusto saper cogliere le occasioni, è giusto riconoscere il rispetto e l&#8217;ossequio alle persone che lo meritano, è ancor più giusto riconoscere la dignità propria e di ognuno. Ritengo essenziale  che impariamo a dedicare ad ognuno un po&#8217; del nostro tempo, a donare il nostro tempo, le nostre parole, il nostro stupore in maniera disinteressata, incondizionata: ne guadagneranno gli altri e ne guadagneremo di più anche noi. Chi ci sta vicino non sono &#8220;cose da usare&#8221; e da gettar via una volta consumate, sono sì un&#8217;opportunità, un dono, una risorsa almeno tanto quanto lo siamo noi per loro. E&#8217; oltraggioso come la nostra società, ma soprattutto noi nel nostro piccolo siamo in grado di distruggere questo delicato meccanismo fatto di solidarietà e stima reciproca.</p>
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		<title>Il sistema delle aspettative</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 20:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno sa cosa è il &#8220;sistema delle aspettative&#8221; ? Bè è quel processo interno che ognuno di noi mette in atto davanti ad una qualsiasi situazione, o ancor più importante, nei confronti di una qualsiasi persona. Il sistema delle aspettative si basa sul semplice, quanto immediato, sistema fisico-meccanico di azione e reazione, cioè quello per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno sa cosa è il<em> &#8220;sistema delle aspettative&#8221; </em>? Bè è quel processo interno che ognuno di noi mette in atto davanti ad una qualsiasi situazione, o ancor più importante, nei confronti di una qualsiasi persona.</p>
<p>Il sistema delle aspettative si basa sul semplice, quanto immediato, sistema fisico-meccanico di azione e reazione, cioè quello per cui ad ogni forza ne corrisponde sempre un&#8217;altra (anche se in questo caso non per forza uguale e contraria!). Una aspettativa nasce e cresce dentro di noi, l&#8217;aspettativa è il risultato sperato e quindi perseguito di una nostra azione, oppure ancora nell&#8217;ottica delle relazioni interpersonali, un&#8217;aspettativa è un comportamento oppure una qualità che noi ci &#8220;aspettiamo&#8221; dall&#8217;altra persona e che ci &#8220;aspettiamo&#8221; si manifesti in determinate situazioni oppure in determinati contesti nei quali siamo ovviamente implicati anche noi!</p>
<p>Il sistema delle aspettative è quanto di più <em><strong>costruttivo </strong></em>ci possa essere, in molte occasioni dà quella scintilla necessaria a mettersi in gioco, dà la forza e la pazienza di aspettare, è capace di fornire una forte carica motivazionale che ci può portare anche al sacrificio, all&#8217;abnegazione, alla sopportazione di situazioni che sul momento possono sembrare ostili ma sulle quali si ha l&#8217;<em>aspettativa</em> che una volta superate si giungerà alla meta sperata.</p>
<p>Il sistema delle aspettative, però, se non ben bilanciato e soprattutto se non supportato a dovere, è anche quanto di più <strong><em>distruttivo </em></strong>ci possa essere. La sua portata distruttiva non può essere prevista, non si può sapere in anticipo il danno che può arrecare, né tanto meno se questo sarà recuperabile. Cosa realmente rischia di far saltare tutto, cosa rischia di far detonare il sistema? La carica esplosiva è insita proprio nell&#8217;aspettativa!</p>
<p>Un&#8217;aspettativa nasce da sé stessi, ha infatti un unico polo: la persona che la possiede, noi. Il punto è che nella realtà, ogni situazione, ha almeno due poli. Se da una parte c&#8217;è la nostra aspettativa, dall&#8217;altra c&#8217;è la fatica, le opportunità che possono non presentarsi, i limiti personali, nelle relazioni affettive vi è l&#8217;altra persona che essendo tale non è un prolungamento di ciò che siamo,  e non in ultimo, le aspettative degli altri.</p>
<div id="attachment_2059" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2059 " title="Coppia" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/06/litigare.jpg" alt="" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Pensavo fossi diverso, pensavo che tu non fossi come tutti gli altri....</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Tutte le volte che ci si crea un&#8217;aspettativa, bisogna per così dire tenere presente anche gli altri poli, soprattutto se questi poli sono persone, persone alle quali vogliamo bene. Ad esempio in una relazione di coppia è ovvio che entrambi abbiano aspettative sull&#8217;altro che nella maggior parte dei casi sono differenti, ed è ancora più ovvio che l&#8217;altra parte non le potrà mai soddisfare tutte! Ecco che quindi si innesca una dinamica per cui ad aspettativa corrisponde soddisfazione o delusione. In caso di delusione, se l&#8217;aspettativa non tiene conto dell&#8217;amore per l&#8217;altra persona, se l&#8217;aspettativa non riesce ad uscire dal polo dell&#8217;egoismo dal quale naturalmente nasce, riesce a distruggere sé stessi, impedendo di costruire rapporti autentici, e l&#8217;altra persona che si sentirà ben presto usata, sfruttata ed umiliata.</p>
<p>Un simile meccanismo si innesca in quasi ogni aspetto della vita. Le aspettative ci accompagnano e ci fanno muovere, prendere decisioni, instaurare amicizie, fidanzarsi, sposarsi. Ma dietro un&#8217;aspettativa ci deve essere qualcos&#8217;altro, qualcosa di realmente sostanzioso, in grado di reggere eventuali delusioni che anziché distruggere noi stessi e chi ci sta intorno, siano capaci di <em>purificare </em>e <em>farci rimodulare </em>le nostre attese così che davvero possiamo costruire noi stessi, una relazione che non viva solo di sogni, ma anche di oblatività, donazione di sé, accoglienza dell&#8217;altro per quello che è, considerando la differenza come una risorsa.</p>
<p>Il<em> sistema delle aspettative</em>, come ogni sistema, va conosciuto e riconosciuto, ma soprattutto non va certamente sopravvalutato. Un&#8217;aspettativa è anche un&#8217;aspirazione, un sogno, un&#8217;attesa che, come già detto, non può che muovere da se stessi, ma che aprendosi sempre agli altri e al mondo deve necessariamente considerare l&#8217;altro come una persona autonoma, che ha a sua volta le sue aspirazioni le quali meritano lo stesso esatto rispetto delle nostre.</p>
<p>Litigare e far pace, stare insieme tutta una vita, giocare insieme una partita di calcio, collaborare per un progetto, lavorare insieme, amarsi: tutte cose che rientrano nel sistema delle aspettative, un sistema fatto di attesa, delusioni e soddisfazioni. E&#8217; una ruota che gira continuamente, che non si può ignorare e che va gestita! Imporre le proprie aspettative agli altri, o alla persona amata, significa non rispettarla per ciò che è, per la sua unicità e dignità, di contro far soccombere le proprie aspettative, i propri sogni, sotto quelle degli altri, o ancora, della persona amata, significa non aver rispetto per sé stessi, entrare in una dinamica di continua umiliazione che presto o tardi mostrerà il suo effetto distruttivo.</p>
<p>In ogni cosa, in ogni relazione, le aspettative sono importanti perché sotto sotto nascondono il fondamento delle nostre azioni, ma in ogni caso vanno modulati alla dignità propria e delle persone con le quali entriamo in relazione.</p>
<div id="attachment_2062" class="wp-caption aligncenter" style="width: 288px"><img class="size-full wp-image-2062" title="matrimoni_scambio-anelli" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/06/matrimoni_scambio-anelli.jpg" alt="" width="278" height="299" /><p class="wp-caption-text">Spero tu sia sempre te stesso!</p></div>
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		<title>Uomini e donne &#8211; fiducia e responsabilità</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo (admin)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La famiglia, solo qualche stupido può sostenere che possa esistere una società sana e soprattutto longeva senza di essa. Tutti hanno capito che senza la famiglia non si arriva da nessuna parte: la Chiesa lo ha sempre sostenuto, il capitalismo per un attimo lo aveva dimenticato, ma oggi si rende conto che si sbagliava. Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia, solo qualche stupido può sostenere che possa esistere una società sana e soprattutto longeva senza di essa. Tutti hanno capito che senza la famiglia non si arriva da nessuna parte: la Chiesa lo ha sempre sostenuto, il capitalismo per un attimo lo aveva dimenticato, ma oggi si rende conto che si sbagliava. Ci si è accorti infatti che a muovere l&#8217;economia sono innanzitutto le famiglie non i singoli, con buona pace di molte aziende nostrane e dei movimenti femministi che invitano costantemente a sacrificare la famiglia per la carriera.</p>
<p>Riprova di tutto ciò a mio avviso, è il nuovo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gjdreMARNYg" target="_blank">spot della Coca Cola</a> che, guarda caso, si rifà alla famiglia classica, tradizionale, anni 60! E&#8217; incredibile la COCA COLA, ripeto la COCA COLA che porta a modello una famiglia vecchio stampo?! C&#8217;era da aspettarselo ormai, alle <em>pseudo famiglie</em> non ci aveva creduto nessuno, e quando il nuovo modello familiare ha cominciato ad intaccare le tasche delle multinazionali, queste si fanno di nuovo baluardo degli antichi valori.</p>
<div id="attachment_1966" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/cocacola-tavolat-1.jpg"><img class="size-full wp-image-1966 " title="Coca Cola a tavola" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/cocacola-tavolat-1.jpg" alt="" width="491" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Un fotogramma del nuovo spot Coca Cola.</p></div>
<p>Al di là della dubbia buona fede delle multinazionali, il punto è proprio questo, la famiglia è un valore, è il capitale reale della società di ogni epoca e va salvaguardata, protetta, incentivata. Tuttavia, molti dei nostri problemi si ritrovano a monte, prima ancora che la famiglia si sia formata, nella coppia, quella che è la famiglia di domani. E&#8217; sulle relazioni uomo &#8211; donna che bisogna investire, ma è proprio sulla coppia che non si investe nulla e assolutamente nulla, che la società e gli educatori stessi investono poco, troppo poco. L&#8217;idea della coppia, specie di una giovane coppia è oggi assolutamente alterata, le vere finalità neanche accennate, si parla spesso di educazione alla sessualità, quando piuttosto si dovrebbe parlare di una educazione all&#8217;affettività che, di fatto, poche mosche bianche si azzardano a fare. Certo, perché un&#8217;educazione all&#8217;affettività è molto difficile, quando i costumi si sono ormai degradati, il senso del pudore in via di estinzione, l&#8217;idea di coppia stabile assente anche nel matrimonio, l&#8217;amore è eterno finché dura, i canoni di bellezza si sono spostati a modelli fittizi.</p>
<p>E&#8217; difficile è troppo difficile educare &#8211; sempre che si trovi qualcuno disposto a farlo &#8211; e soprattutto educarsi all&#8217;affettività: non significa solo andare controcorrente, significa tragicamente imparare a dare il giusto valore alle cose e <em>soprattutto a sé stessi, invitati come siamo a svenderci al primo offerente.</em> Per prima cosa è fondamentale uscire dalle dinamiche stereotipate ai quali gli spot pubblicitari ed i film, le così dette commedie romantiche, ci hanno abituato, la vita non è un film, durante un bacio non partono i violini, nell&#8217;innamorarsi di qualcuno non parte una scena al <em>ralenti </em>tipo colpo di fulmine.</p>
<p>Le fondamenta di un rapporto si basano, a tutte le età, su di una <em>delicatissima alchimia tra responsabilità e fiducia</em>, ed ognuno ha il suo compito e il suo ruolo. Un uomo ed una donna &#8211; di qualsiasi età, fossero anche adolescenti &#8211; non sono uguali, non sono affatto uguali al massimo sono <em>reciproci</em>, badate bene  <em>non complementari</em>, per cui quando mancano le rispettive reciprocità, viene a mancare la coppia in quanto tale già dal suo fondamento, nascendo morta in partenza.</p>
<p><strong>Responsabilità e fiducia una reciprocità fondamentale</strong></p>
<p>Responsabilità e fiducia devono essere di entrambi e reciproci. Tuttavia a mio avviso l&#8217;alchimia tra fiducia e responsabilità è ancora una volta sbilanciata secondo le specificità uomo &#8211; donna,  per questo entrambi devono svolgere il proprio compito al meglio delle proprie possibilità, per sè stessi e per l&#8217;altro.</p>
<p><strong><em><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/The-A-team-480x498.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1970 pk_imgborder" title="The-A-team-480x498" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/The-A-team-480x498.jpg" alt="" width="114" height="118" /></a>Gli uomini</em></strong> di solito sono votati al fine, all&#8217;impresa, al risultato, al compito. Per questa naturale inclinazione, spesso sono portati a considerare la propria compagna come una prosecuzione del proprio io, come uno <em>strumento </em>per i proprio fini, oppure ancora come un collega, un compagno di viaggio in sè non necessario. <em>Il fine prima di tutto</em>. Questa caratteristica dell&#8217;uomo è quella che nella storia e nelle epoche lo ha portato ad avere un  suo ruolo predeterminato dalla società in ambito lavorativo, politico. Già ai primordi dell&#8217;umanità l&#8217;uomo è il cacciatore, quello che sostiene la famiglia nei suoi bisogni primari. La natura lo ha dotato quindi di uno spiccato senso del dovere, del risultato. Questo atteggiamento in sè non è né giusto né sbagliato. Ciò però che l&#8217;uomo deve fare per controbilanciare questa tendenza e non  far cadere il rapporto con la propria compagna in una <em>dinamica servo-padrone </em>è la responsabilità. Nei rapporti con una donna, gli uomini devono sentire forte questa responsabilità, sentire l&#8217;altra persona come un dono speciale e preziosissimo che gli è stato fatto e che nella maggior parte dei casi sarebbe disposto a rinunciare a tutto per lui, ben più di quanto lui non sarebbe disposto a fare. <em>Responsabilità</em>, ecco ciò che deve legare un uomo ad una donna. L&#8217;uomo ha la responsabilità della sua compagna, una responsabilità così grande che spesso uno sbaglio si può rivelare irrecuperabile. <em>Ci vogliono pochi istanti per creare ferite che si rimarginano solo in moltissimi anni, e molte di queste neanche si richiudono del tutto.</em></p>
<p><em><br />
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<p><em><span style="font-style: normal;"><a class="fancy" href="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/club-mogli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1973 pk_imgborder" title="il Club delle prime mogli" src="http://www.ipost2.com/wp/wp-content/uploads/2010/05/club-mogli.jpg" alt="" width="122" height="142" /></a><strong><em>Le donne</em></strong> di contro, cercano amore, lo cercano con tutto il proprio essere e quando lo trovano si modulano interamente attorno ad esso. Tutta la loro vita ruota intorno all&#8217;uomo, al compagno che hanno scelto. Storicamente esse si dedicano alla famiglia, sono capaci di grandi sacrifici personali per i figli e per il marito, sono capaci di sacrificare la carriera, cosa che un uomo neanche si sogna. Per una donna ciò che conta non sono i risultati, ma le relazioni, l&#8217;affetto, i principi, i sentimenti, gli sguardi, la famiglia (quella della coca cola!): questi sono i risultati cui tiene! Anche se oggi la donna cerca sempre di essere un po&#8217; uomo, è questo il dono che la natura le ha dato e come l&#8217;uomo deve imparare a modularlo perché è dannoso almeno quanto quello maschile. L&#8217;aspetto che le deve regolare è la </span>fiducia</em>, non nel senso che devono fidarsi del loro compagno ciecamente, ma n<em>el senso che devono stare attente prima di dare piena fiducia a qualcuno! </em>L&#8217;indole di una donna è perfettamente reciproca a quella maschile, ed è capace di fortissimi adattamenti al proprio compagno, per questo motivo non possono affidarsi a chiunque, ma devono affidarsi ad una persona che realmente sente quel senso di responsabilità di cui si parlava prima. Un compagno in cattiva fede, un uomo che non esce dalla dinamica servo-padrone, annienterà giorno dopo giorno la sua compagna, la quale è anche lei corresponsabile, allo stesso modo e forse anche per prima del suo annientamento, per essersi messa accanto un uomo solo per il suo desiderio di amare, di affetto, di aver qualcuno a cui pensare. <em>Fiducia prudente </em>questa la chiave. <em>Una donna deve innanzitutto costruirsi la propria identità autonomamente, come donna appunto &#8211; non complementare di nessuno! &#8211; per poter scegliere il proprio compagno con lucidità ed allora sì la fiducia e la donazione di sè.</em></p>
<p>In definitiva questi sono per me i primi spunti di una relazione che può dar inizio ad una <em>coppia </em> veramente proiettata ad un domani, ad <em>un futuro in cui l&#8217;uno è responsabile della crescita dell&#8217;altro e in questa reciproca responsabilità basata sulla fiducia, dar inizio al nuovo, al sempre nuovo che è la vita.</em></p>
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