Libertà
2 ottobre 2010

Libertà non è la possibilità di scegliere, la possibilità di prendere decisioni in maniera arbitraria, la possibilità di disporre incondizionatamente di sé stessi. Libertà è la possibilità di compiersi, di divenire il chi che siamo.

Non sempre siamo liberi: a volte ci sentiamo liberi ma siamo in gabbia, altre volte siamo prigionieri in una cella dorata e ci sentiamo più liberi che mai. Essere liberi allora non può dipendere da come ci si sente, né tanto meno dalle possibilità che si hanno a disposizione. Per essere liberi può bastare anche solo una possibilità, la possibilità fosse anche unica di essere ciò che si è, pienamente sé stessi.

Non basta poter scegliere per essere liberi.

Essere liberati allora significa essere messi in condizione di realizzarsi in pienezza, in condizione di poter divenire, di poter essere. E’ interessante come la libertà vissuta nella sua radicalità diventi innanzitutto un processo. Tra i filosofi c’è chi ha parlato della prigione della libertà, del peso della libertà che l’uomo è costretto a portare. Libertà dunque come chiamata all’autenticità a ciò che è eterno, a ciò che c’è di vero nell’uomo, alla vita.

Poter diventare ciò che si è, essere liberi, è dunque un diritto seppur non certamente un dovere. E’ però una necessità per chiunque voglia vivere. Si può fuggire da questa necessità, si può rinunciare ad esercitare la propria libertà, ma il prezzo da pagare è sicuramente alto. Questa è l’offerta della nostra società, delle campagne pubblicitarie, delle promesse di guadagni facili, delle relazioni affettive occasionali, della droga, dell’alcol: momenti più o meno lunghi, ma comunque a termine, di serenità, di tranquillità, di pace al prezzo di sé stessi, della propria libertà.

E’ necessario togliersi dalla testa l’idea che si possa scegliere tra il bene ed il male. Se una scelta invece è possibile è tra la vita e la morte, tra l’essere in sé e l’annientarsi, tra il costruirsi, il nascere, il crescere ed il demolirsi, il morire, l’implodere.

Più sono le possibilità, più sono i pericoli, più ci si sente liberi più, forse, si è prigionieri del proprio delirio di onnipotenza. La libertà è un esercizio continuo, un progredire verso una conoscenza sempre maggiore di sé stessi, del proprio mondo, del proprio ruolo, del proprio IO in relazione con gli altri, del proprio essere persona. Bisogna stare attenti allora a cosa realmente ci trattiene, ci limita ed a cosa invece ci aiuta, ci spinge ad andare sempre avanti. E’ fondamentale imparare a valutare le situazioni, le opportunità ben oltre le sensazioni, ben oltre la vertigine del possibile per ritrovare il proprio posto, la propria persona nella quotidianità, nella fatica di ogni giorno, nell’impegno costante verso un fine alto, grande, bello, nel quale si è realmente sé stessi nell’autenticità della propria esistenza.

La libertà è un diritto inalienabile, ma pochi la vogliono davvero.

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