Arrivi e partenze
14 giugno 2010

Malgrado cerchiamo sempre di avere una certa stabilità, ricerchiamo situazioni che possano essere più durature possibili, cerchiamo di fare in modo che i momenti belli della nostra vita siano per sempre, in realtà non possiamo fare niente di tutto questo. Ci sono arrivi e partenze, in continuazione, arrivi e partenze che condizionano il nostro ambiente, le nostre situazioni, noi stessi.

Arrivi e partenze: si passano anni interi sempre con le stesse persone, si creano relazioni che si credono eterne, si cerca di stabilizzare il tutto, di cercare una base quanto più sicura possibile per poter progettare il domani. E’ difficile rendersi conto che non è così, che si è continuamente di passaggio ed è così che deve essere. Le esperienze, le situazioni, le persone sono sempre di passaggio, perché c’è sempre un’ulteriore tappa, una passo successivo, c’è sempre da imparare, a crescere e la vita non ci concede certo di fermarci, per fortuna, non ci è data possibilità di fossilizzarci.

Arrivi e partenze, perché si è di passaggio, a casa propria, nella propria città, nel proprio paese, in questo mondo, in questa vita si è di passaggio. E la meta non è certo qui, né è raggiungibile con le sole proprie forze.

The Terminal

Arrivi e partenze, tra novità e malinconia. C’è chi va e chi resta, amici che si salutano, altri che arrivano, persone importanti che hanno fatto un pezzo di strada insieme a noi, ma che adesso ripartono, persone che si incontrano per caso, alla fermata dell’autobus e che grazie ad un evento che può sembrare fortuito, costituiranno il nostro habitat fino alla prossima tappa, e noi saremo il loro.

Arrivi e partenze, seduti alla stazione, sempre pronti a salutare chi va e ad accogliere chi arriva, tra la dolcezza di tanti ricordi, la fatica del cammino, la speranza per il domani.

8 commenti
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  1. Commento by francesca — 14 giugno 2010 @ 10:25

    mi fai pensare ad alice e al suo messaggio di saluto…tenera :-)
    nulla è concepito nel cosmo per essere fermo, immutato. ogni atomo è in vibrazione, ogni cellula in movimento. noi, la nostra vita, il nostro corpo, la nostra anima e le relazioni intorno a noi. amici che vengono e che vanno, figli che crescono, matrimoni, figli…. se così non fosse sarebbe peggio della morte perché anche in essa c’è un divenire.
    partire..dove andare? mi piacerebbe un posto fresco..qualche rifugio alpino dei gesuiti, con vita comunitaria, preghiera, passeggiate e canto. non sarebbe bello?

  2. Commento by Carola Buscemi — 14 giugno 2010 @ 19:56

    Eh si…la vita è fatta di esperienze…tutti siamo importanti,nessuno indispensabile…arrivi e partenze, ma a volte anche solo “fughe”…e allora, mi spiace…ma io cerco radici!!! E soprattutto…credo che la scelta più difficile sia quella di restare…! E mi domando…CHI RESTA??? Chissà quanti calci devo ancora prendere…

  3. Commento by Ali — 14 giugno 2010 @ 22:07

    Ancora una volta le tue parole riescono a esprimere con precisione impressionante un concetto che sto cercando di interiorizzare in questo periodo… ho provato un misto di sollievo e malinconia nel rendermene conto: da un lato sono contenta di sapere che sto andando nella giusta direzione nel mio cammino interiore quando continuo a ripetermi che tutto cambia e non posso continuare a cercare una stabilità eterna nelle relazioni e nella mia quotidianità… dall’altro lato è una triste consapevolezza per me che tendo a legarmi e ad affezionarmi a tutto ciò che attraversa la mia vita e ogni separazione, ogni addio, ogni fine mi fa malissimo. Le tue parole però, mi danno il coraggio di affrontare tutto ciò, e dunque (che tu l’abbia fatto apposta o no per aiutare noi 18enni in questo momento difficile, chissà? eheh :) ancora una volta…grazie!

  4. Commento by Carola Buscemi — 14 giugno 2010 @ 22:39

    e comunque…non ricordo in quale film c’era la protagonista convinta che il posto dove le persone danno il meglio di sè sono gli aeroporti…non lo so…boh…forse abbiamo davvero bisogno di perderci per ritrovarci…di partire per tornare, forse siamo fatti così…bah…non lo so…

  5. Commento by Ali — 15 giugno 2010 @ 12:55

    Carola tesoro mio non capisco qual è il tuo problema! E’ vero che tutti siamo alla ricerca di stabilità e situazioni e persone su cui possiamo sempre contare e che siano sempre lì per noi… A volte abbiamo la fortuna di trovarle, ma dobbiamo renderci conto che la maggior parte delle cose che attraversano la nostra vita prima o poi cambiano o finiscono e noi non dobbiamo restarvi legati ma camminare a nostra volta, crescere, andare avanti… E’ una semplice e allo stesso tempo profonda ossevazione sulla vita…

  6. Commento by Paolo (admin) — 15 giugno 2010 @ 15:09

    Io sono convinto che la vita è un continuo cammino, un andare, un crescere. E’ un cammino che in generale si fa da soli, al massimo in due. Durante questo cammino si incontrano sicuramente tante persone, e con queste si arriva a condividere anche molto, però, come è giusto che accada, ognuno di noi è diverso, ed ognuno di noi deve seguire la sua strada lasciandosi guidare dal desiderio innato di amare e di essere amati.

    E’ ovvio che si cerca una certa stabilità, ed è anche giusto cercare di mantenerla. E’ anche vero però che talvolta questa stabilità va scossa affinché possiamo crescere, come vi ho detto spesso, costruire noi stessi, le persone che vogliamo essere.

    Felicità per me è la capacità di donare e di ricevere amore. E l’amore non si ferma, mai, l’amore si dona continuamente! L’amore però è anche in grado di ricevere, di accogliere l’altro finché egli vorrà, finché sarà possibile, finché le strade come è naturale non si dividono. Se poi a questo aggiungiamo che “Dio è amore” i conti cominciano a tornare!

  7. Commento by Carola Buscemi — 15 giugno 2010 @ 19:45

    l’AMORE sempre quello è il problema…quasi quasi comincio a preferire l’ odio e la vendetta!!! XD

  8. Commento by Ali — 16 giugno 2010 @ 21:11

    Carola, gli esami ti fanno un brutto effetto…reagisci please!

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