Trovare soluzioni per andare avanti, andare oltre, superare gli ostacoli pur di raggiungere la persona amata, pur di fare il bene dell’altro. E’ questo su cui sto riflettendo oggi: chi ama trova soluzioni. Non si lascia vincere da nulla, non si lascia scoraggiare, ma più di ogni altra cosa, non lascia!

E’ facile amare qualcuno, qualcosa, un’incarico, una situazione, un gruppo, un’attività, un lavoro, un corso di studi, finché questo è amabile, finché in fondo il guadagno personale supera il sacrificio, o per lo meno, il sacrificio è ben ripagato. Questo è il primo momento dell’amore, quello del coinvolgimento, del sogno, della passione, dell’euforia. Ma è solo il primo momento.
Ogni rapporto d’amore ha sempre un secondo momento, quello della donazione di sé, quel momento in cui ciò che conta è quanto si è fino ad ora costruito, quanto cioè si ama davvero l’altro. In questo seconda fase, ciò che è amabile può diventare fastidioso, ciò che è entusiasmante può diventare monotono, ciò che è sognato può diventare deludente.
E’ in questa fase che l’amore si manifesta come tale. Non perché il primo momento, quello della passione, non sia già amare, ma perché il primo momento così come il secondo, da solo non basta. L’amore è una dinamica, una continua spirale di accoglienza e donazione: Un rapporto che dona sempre e non riceve mai, così come un rapporto che riceve sempre e non dona mai, non è amore.
E’ in questa fase che si trovano soluzioni. Si trovano soluzioni perché la dinamica dell’amore continui a girare, a portar frutto, ad essere feconda. Si cercano soluzioni, si è pazienti, benigni, ci si crede, si spera, si sopporta. Cercare le soluzioni significa volere il bene dell’amato mettendosi in gioco con la propria creatività.
La creatività, ciò che ci rende unici rispetto a chiunque altro, è quella facoltà che in grado di rendere unico anche il nostro amore, il nostro rapporto verso chi e verso ciò che amiamo. L’amore è creatività. Tanto più un amore si conforma ad un cliché, tanto più diventa alienazione: si cerca di vivere la vita di qualcun altro, l’amore di qualcun altro, una vita irreale.
Trovare soluzioni significa dunque coinvolgersi, rischiare per non rischiare di perdere tutto.






vedo che l’omelia di beneduce ha colpito anche te…eh già…se ami veramente una persona faresti di tutto pur di non lasciarla andare…un rapporto si reinventa di continuo…cresce con noi, cambia con noi, deve essere vivo!!! non ci sono solo smancerie, non viviamo nella casetta felice del mulino bianco in mezzo a prati dorati e farfalline multicolor…non c’è un modo in cui una storia dovrebbe essere, una storia rispetta e rispecchia quello che noi siamo, ma il risultato non è “a+b” è sempre “c” “d” “e”…una cosa diversa, perchè in due si è diversi, si cambia…ecco perchè non credo alle storie steriotipate, non è che ho bisogno di essere stupita con effetti speciali…è solo che forse cerco qualcosa di “diverso”, di “vero”. Altra cosa che mi ha colpito dell’omelia di beneduce è l’idea del “prendersi cura dell’altro”, ecco…pensavo di essere l’unica pazza a pensarla cosi…! Comunque…chi ama inventa soluzioni, si mette in gioco, non si ripiega su se stesso e sui propri bisogni insoddisfatti, non se ne esce facilmente con frasi fatte e luoghi comuni tipo : “mi sarei dovuto sentire in paradiso e non è stato così” , non provoca ferite su ferite…insomma…io per prima non so se sono all’altezza dell’ Amore…ma almeno ci provo…
NON CI CREDO!!! POSSO COMMENTARE ANCHE IO!!!!=)
Ogni storia autentica è un effetto speciale! Ma solo per chi la vive sul serio!
mi faccio ammazzare, ma l’unica cosa che so dire dell’amore é che -l’amore é.-.
non ci sono regole, clichés, se in una storia tra due persone questo sentimento esiste, non vi é spazio per alcuna esitazione, dubbio o egoismo. entrambi terranno le mani aperte, non per trattenere, ma per dare in un flusso ininterrotto. si diventa -uno- in gesti, parole, nel respiro stesso.
l’amore è una grazia. non tutti hanno la fortuna di riceverla.
rapporti finti sono spesso creati da noi stessi che ci inganniamo, che crediamo, che sbagliamo…
quando E’, si possono fare grandi sacrifici, grandi scelte, grandi rinunce soltanto per riuscire a dare alla persona amata…sì, beneduce é stato tenero domenica..
Perché ti fai ammazzare? In fondo anche secondo me hai detto cose sensate! Solo in alcuni punti la penso un po’ diversamente, o per lo meno preciserei alcuni punti:
- Dire che due persone che si amano diventano “uno” non significa che si fondono, o che si mescolano, ma che quell’uno che diventano è qualcosa di totalmente nuovo e come diceva Carola non a+b ma un “c” !
- Dire che se c’è amore non ci sono esitazioni secondo me è vero, ma deve essere ben interpretato da un punto di vista pratico: Non che due che si innamorano sono “immediatamente” sicuri del loro amore perché lo sentono!! La mancata “esitazione” viene solo dopo un discernimento, una decisione che una volta presa deve essere portata avanti senza più continuare a vagliarla in eterno… Insomma all’inizio è sano che ci siano le esitazioni… io non credo ai colpi di fulmine!
- Riguardo all’amore come “Grazia” sono d’accordo anche su questo! Tuttavia non direi che non tutti hanno “la fortuna” di riceverla, direi piuttosto tutto la ricevono, ma non tutti la accolgono e non tutti la mettono a frutto!
In ultima analisi sono un secchione assurdo, un saccente…. insomma una persona da non frequentare!!!!
essere saccente non è bello..va a braccetto con l’essere presuntuoso…secchione forse..ma è perché sei serio, che oggi è una cosa rara..se posso dirti quello che penso..(tanto lo dico lo stesso..
) sei giovane e saggio, migliorato molto dacchè ci conosciamo, cresciuto, maturato..col limite della mancanza di esperienza, del vissuto, ma questo è sacrosanto alla tua età (ci mancherebbe altro)..dovresti lasciarti coinvolgere nelle cose un pò di più, ne hai stoffa e carattere…
…ma com’è che siamo finiti a te? ..si parlava dell’amore.. xD
..e comunque resto convinta: amare significa essere UNO con l’altro, anche a chilometri di distanza, anche senza vedersi o sentirsi, non per definizione, ma perché questa è l’unica sensazione che provi quando pensi all’altro. e so che questo col tempo lo scoprirai: hai una compagna di vita bellissima.
Forse hai ragione riguardo alla mancanza di esperienza dovuta all’eta. Però devo dire che mi sono accorto di una cosa, per quanto ho vissuto fino ad ora, niente è stato come me lo avevano presentato.
Certo non posso parlare di vita matrimoniale, o cose del genere, di questo scriverò tra qualche anno!! Però per quel che riguarda la scelta della compagna, vivere il fidanzamento e viverlo cristianamente, posso affermare per esperienza che tutti i cliché che mi sono stati presentati, talvolta anche molto autorevoli, si sono rivelati assolutamente infondati. Il che mi lascia pensare che chissà quanti altri ce ne sono!
Credo che ciò che è importante è costruirsi come persona, basandosi su valori importanti, avendo aspirazioni alte, il resto, si tratta di applicarli giorno per giorno, anche all’affettività!