Ecco, ne ho parlato per tanto, risalta molto dai miei post. Oggi ne parlo esplicitamente.
Desiderio, cosa è il desiderio? Desiderare è guardare al domani, è guardarci con uno sguardo sognante, con lo sguardo di chi vuole ardentemente qualcosa, sa che è impegnativo, sa che dovrà faticare per ottenerlo, ma sa anche che non lo otterrà mai con le sole proprie forze.

Il desiderio è un motore propulsivo, quella propulsione che non può arrivare da nessun altra parte. Sì perché il desiderio è innanzitutto consapevolezza della propria manchevolezza, è sapere che ci manca qualcosa, che si ha bisogno di qualcosa, o di qualcuno. Il desiderio è quindi prima di ogni altra cosa una mancanza, una incompiutezza. Un’incompiutezza però che non si chiude in sè stessa, ma che anzi si apre. Ed è in questa apertura che si trova lo spazio per l’oggi e per il domani, è in questa apertura che ognuno di noi trova il suo spazio, lo spazio necessario per costruirsi, per costruire sè stesso.
Oggi si confonde il desiderio con un mucchio di altre cose: non si desidera una macchina, non si desidera un cellulare, non si desidera un viaggio. Per queste cose basta avere i soldi, e per quelli basta lavorare, è solo questione di aspettare quel più o meno breve tempo necessario a metterli da parte, e poi ecco una macchina fiammante, un cellulare con tremila nuove suonerie, un viaggio intorno al mondo.
Un desiderio no, un desiderio può durare anche tutta una vita, può darle senso, può darle significato. Il desiderio è ciò che ci spinge ad essere uomini, persone, che comprendono la propria posizione, il proprio ruolo in rapporto al mondo ed agli altri. Desiderare è sapere di essere incompiuti così come chiunque altro. E’ sapere inoltre di poter essere compimento reciproco, sapere di essere vivi perché non si è soli. Sapere di poter sperare perché c’è qualcuno su cui si può sperare.
Quando anche l’ultimo desiderio sarà diventato un bisogno, è meglio per il nostro cuore che smetta di battere, così che possiamo anche solo per un istante, desiderare di tornare a vivere e capire allora cosa significhi essere vivi.






mi spiace essere ripetitiva ma è davvero un bel articolo! Se qualcuno leggesse questo post, penserebbe che ho fatto l’ennesimo copia copiarum nel mio dossier…invece credo che siamo sulla stessa linea d’onda…Gibran diceva che il desiderio è mèta della vita mentre l’indifferenza è meta della morte. Credo che in quanto esseri umani, creati a immagine di Dio, e chiamati a partecipare alla sua natura divina, noi abbiamo qualcosa in più. Anche se un giorno arrivassimo a soddisfare assolutamente tutti i nostri bisogni, avremmo ancora questa tensione verso qualcosa di più, verso un surplus di esistenza che non possiamo che ricevere come puro dono. É questo in noi, come dicevi tu, lo spazio del desiderio, pura apertura, pura ricettività. É l’apertura delle mani pronte a ricevere il dono. E poiché questo desiderio è sempre l’attesa di un puro dono, è per sua natura apertura ad una relazione personale con il donatore di questo dono. condivido anche la differenza che tu fai tra bisogno e desiderio: Un bisogno è una tensione verso un bene che ci è necessario per la nostra crescita o il nostro benessere. E’ la tensione verso un bene che in generale noi possiamo afferrare, accaparrare, fare nostro e trasformare in noi stessi. Prendiamo l’esempio della fame. La fame è la tensione verso il nutrimento. Quando prendo il cibo e lo consumo, lo faccio mio, e il cibo diventa parte di me stesso. Io lo distruggo ed esso distrugge la mia fame. Dopo di che, la tensione – il bisogno – non esiste più. Dio ci ha creati con molti bisogni (è una delle bellezze del nostro essere creature), e anche con la capacità – e la responsabilità – di rispondere ai nostri bisogni. Noi abbiamo in comune la maggior parte di questi bisogni con il resto della creazione. Ma il desiderio, come già detto, è qualcosa di più, è tensione, è essere intenzionali.
Anche questo post è bellissimo e dice un sacco di verità. Le cose “materiali” non sono veri e propri desideri è vero, il desiderio è qualcosa di più, qualcosa di non tangibile ma tangibile al tempo stesso secondo me. E soprattutto sono convinta che nella vita aver esaudito tutti i desideri non è bello…è sempre bello avere qualcosa da desiderare, ti da la forza per andare avanti!