Sopravvive al suo aborto
26 aprile 2010

Il problema è che non lo si vede. Il problema forse è che lo si porta in grembo, nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro al mondo, e non lo si vede. Forse è che non se ne ha consapevolezza, quella consapevolezza di portare dentro una vita, tuo figlio, che spesso si definisce come “un errore”, “uno sbaglio”.

E per ogni necessità della nostra viziata e capricciosa società, c’è sempre pronto il rimedio scientifico, di quella scienza talmente presuntuosa da sapere quando un embrione diventa un uomo e quando non lo è più. La scienza in grado di dire quando una malformazione è eccessiva ed una bambino non merita di nascere, perché magari può creare gravi disturbi psicologici alla madre. Quella scienza i cui deliri di onnipotenza la fanno piegare alle leggi di mercato, ai bisogni di chi più sviluppato si rifà con chi è ancora in via di sviluppo. E’ un vecchio adagio.

...

Novanta giorni, questo il limite posto dalla legge italiana per poter procedere ad un aborto. Novanta giorni, e perché non cento, o centodieci, cosa cambia? Ogni uomo nasce come un agglomerato di cellule e da quel momento non smette mai di svilupparsi sino alla morte. E’ una continua crescita. Chi si può arrogare il diritto di stabilire quando si può interrompere questo processo? Perché non interromperlo subito dopo la nascita allora, tanto, ancora neanche capisce bene cosa sta succedendo, i suoi movimenti sono quasi tutti involontari.

Novanta giorni che possono diventare anche molti di più se il bambino presenta malformazioni o presunte tali. Non c’è niente di nuovo. Gli spartani buttavano i bambini dalle mura della città. Noi la facciamo più pulita.

Quale scienza, o quale scienziato è in grado di dirmi con certezza scientifica e matematica quando si forma l’anima nel feto? Forse mi potranno dire quando inizia a battere il cuore, quando inizia l’attività celebrale, ma l’anima, l’anima quando si forma? Alla prima, alla seconda settimana? Quando? Tutti gli uomini hanno diritto di nascere o solo alcuni, solo i più belli, solo i ben formati?

E sì perché poi succedono cose strane. Esistono delle ribellioni della natura contro l’arroganza di molti medici e di molti movimenti politici. E’ il caso successo a Rossano che riporto testualmente:

Cosenza, 26 apr. – (Adnkronos) – Un’incredibile scoperta e’ stata fatta nell’ospedale di Rossano, dove una donna si era recata per abortire sabato mattina. Il feto di 22 settimane ha continuato a vivere anche dopo diverse ore nonostante fosse stato sistemato in un fagottino senza ricevere cure e assistenza. E’ stato il cappellano de nosocomio ad accorgersi che respirava ancora, quando si e’ avvicinato per pregare.

(AGI) – Cosenza, 26 apr. – Ha cessato di vivere nella notte, intorno alle 3, il corpicino del piccolo di 22 settimane che era sopravvissuto ad un aborto terapeutico sabato nell’ospedale di Rossano (Cosenza). Qui si era recata la giovane che, come raccontano oggi i quotidiani “Gazzetta del Sud” e “Calabria Ora”, alla sua prima gravidanza aveva pero’ deciso di interromperla per problemi di salute. Tutto sembrava essere andato secondo programma. Ma ieri mattina il cappellano dell’ospedale, che si era recato a pregare sul feto, si e’ invece accorto che questo aveva ancora il cuore che batteva.
Allertati i sanitari, il corpicino, di appena 300 grammi, era stato trasportato al nosocomio di Cosenza. Inutili pero’ i tentativi di tenerlo in vita. (AGI) Ros/Cli

22 Settimane, abortito per motivi “terapeutici”.

Sviluppo del feto fino alle 22 settimane

La legge 194 del 78 tra l’altro prevede che se il feto mostra, dopo l’aborto segni vitali, debba essere assistito. Ma non capisco, è un uomo o no? Ha malformazioni tali da non meritare la vita oppure no? Non ho capito, prima lo puoi far uscire preventivamente dal suo luogo naturale di sviluppo, destinandolo così alla morte, e lo fai perché secondo te non è ancora una persona, oppure non una persona perfettamente sana che merita di nascere, e poi gli presti assistenza? Ma allora non si è sicuri per niente se quello è già un uomo oppure no! E nell’incertezza che fai? spari alla cieca?

Non ho altro da dire per ora, lascio a voi ogni ulteriore commento…

8 commenti
Lascia un commento
  1. Commento by ncesca vezzi — 26 aprile 2010 @ 17:34

    secondo me dacchè si scopre di avere in corso una gravidanza, è vita.
    l’aborto,da sempre, ne esprime la soppressione.
    sì paolo, si commenta da sè.

  2. Commento by Carola Buscemi — 7 giugno 2010 @ 13:17

    Dunque…senza troppa scienza io dico che se non fossimo stati quell’agglomerato di cellule non saremmo certo qui oggi…perciò, è inutile tutto quello che infrusano questi scienziati…il cuore,il cervello, l’anima…bah!!! LA VITA E’ VITA…e questo Stato difende la vita…è uno dei primi articoli della costituzione ed è uno dei diritti fondamentali dell’uomo!!! Tutte queste problematiche di natura etica, i dibattiti, sono a mio giudizio palliativi per mettere a tacere la coscienza…la verità è che anche dietro a queste cose c’è business…girano soldi…! Inoltre…lasciamo stare il caso di un figlio malato, ma gli ospedali hanno le liste piene di prenotazioni per mesi e mesi…non possono essere tutti bambini malati, donne in stato di bisogno, “casi limite”, sono per lo più ragazzine che utilizzano l’IVG quasi al posto dei contraccettivi, sono persone che non sanno prendersi le proprie responsabilità…i bambini non vengono giù dalle piante!!! Inoltre, mi spiace, ma da donna dico che è ridicolo pure tutto questo “volere tutelare le donne”, insomma perchè una madre deve avere più diritto sul proprio figlio di un padre…è vero, è la madre a portarselo dentro e a partorirlo, ma un padre che vorrebbe salvare il suo bambino, un padre su un milione di padri, non lo può fare!!! In definitiva,io con coscienza dico che non potrei mai sbarazzarmi di mio figlio così, a qualsiasi età, anche qualora fosse frutto di una violenza, di una storia sbagliata…(cosa da cui comunque mi guarderò…)!=)
    Per concludere lancio una provocazione…la “pillola del giorno dopo” non può essere considerata in un certo senso una forma d’aborto?

  3. Commento by Paolo (admin) — 7 giugno 2010 @ 14:03

    Carola, non ci sono dubbi al fatto che la pillola del giorno dopo sia abortiva!! E’ un dato certo!

    Per quanto riguarda il resto, è ovvio che mi trovo a condividere e conosco anche ragazzi che “per errore” stavano per diventare padri e contro la loro stessa volontà le loro ragazze hanno abortito. Non puoi immaginare la tristezza di questi giovani uomini che, sicuramente hanno commesso uno sbaglio e non si sono certo comportati da “veri uomini”, ma che non hanno neanche avuto la possibilità di rimediare o di prendersi le proprie responsabilità, pur volendo….

  4. Commento by Carola Buscemi — 7 giugno 2010 @ 18:34

    Non sapevo che non ci fossero dubbi…la vendono in farmacia anche senza richiesta…O.O

  5. Commento by Paolo (admin) — 8 giugno 2010 @ 00:16

    Ovviamente non sono un medico, ma se non sbaglio la “pillola del giorno dopo” impedisce ad un eventuale embrione già fecondato di impiantarsi nell’utero. Tuttavia ad onor del vero, c’è un dibattito in corso in materia….

    La mia posizione è che se c’è anche solo un lontano pericolo che possa essere abortiva, rimane comunque moralmente inaccettabile.

  6. Commento by Carola Buscemi — 8 giugno 2010 @ 21:05

    Il principale effetto della contraccezione post-coitale che utilizza il progestinico Levonorgestrel è di ritardare o bloccare l’ovulazione. È stato inoltre riscontrato che può impedire la fecondazione inibendo il trasporto degli spermatozoi.
    In passato si ipotizzava che il Levonorgestrel potesse inibire l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero, avendo quindi effetto abortivo secondo la vecchia definizione di gravidanza che ne identificava l’inizio con la fecondazione anziché con l’impianto come prevede oggi l’OMS. Tale ipotesi è alla base della lotta dei movimenti cosiddetti pro-life contro il farmaco.
    Tuttavia studi più recenti sembrano escludere questa evenienza [1]. Nel 2005 l’OMS ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con Levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l’annidamento e non provoca l’aborto.”[2]
    Poiché l’effetto antinidatorio è ancora citato in molti fogli illustrativi dei farmaci contenenti il Levonorgestrel, nell’ottobre 2008 la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) e il Consorzio Internazionale per la Contraccezione di Emergenza (ICEC) hanno diramato il documento Statement on Mechanism of Action sullo stato della materia riguardo il meccanismo d’azione. In questo documento, basato su molteplici studi, si invita a modificare i fogli illustrativi non ancora aggiornati in quanto il farmaco, non ostacolando l’impianto, “non impedisce lo sviluppo dell’embrione” se iniziato e quindi, “qualunque definizione di gravidanza si utilizzi, non è mai abortivo”.

    non so…ho le idee confuse!

  7. Commento by Paolo (admin) — 8 giugno 2010 @ 23:11

    Sì l’ho letto anche io… è wikipedia!! Ed è assolutamente fuorviante e di parte! Questo lo ritengo più ragionevole e soprattutto scientifico:

    http://www.portaledibioetica.it/documenti/000429/000429.htm

    Devo essere onesto, non l’ho letto tutto con attenzione, ma da quanto ho visto è un’ottima analisi, e conferma quanto dicevo: la pillola del giorno dopo è abortiva e viene presa esattamente con questo intento.

    Chi prende questo farmaco sa che ci può essere l’eventualità di sopprimere una vita umana e lo assume comunque, questo è assolutamente illecito, oltre che moralmente imputabile, al di là del fatto che vi sia o no stato il concepimento.

  8. Commento by Carola Buscemi — 8 giugno 2010 @ 23:20

    mi sento più sollevata…ogni tanto penso qualcosa di sensato!

Lascia un commento

  • Nome*
  • Mail*(non verrà pubblicata!)
  • Sito web