Molti mi chiedono per quale motivo, ormai da qualche anno, mi impegno a correre dalle tre alle quattro volte a settimana: oggi proverò a fare qualche riflessione sperando di riuscire a condividere il senso di tutti questi chilometri…

La corsa è innanzitutto un problema di nervi. Superate le prime settimane in cui sono effettivamente i muscoli ed il cuore a ribellarsi ad un esercizio fisico al quale non sono abituati, poi è fondamentalmente una questione di testa. Quando si inizia a correre, si sa che non ci si potrà fermare per i prossimi 10km, 50 minuti continui di corsa senza pause, senza sosta. Se poi si cerca di incastrare l’esercizio fisico all’interno dei normali impegni quotidiani, si comprende come quella “testa”, che ci deve far correre, molto spesso non è affatto nelle condizioni migliori per reggere uno stress prolungato come la corsa. I problemi e gli sforzi della giornata ti influenzano, e ti influenzano tanto: non hai dove correre, non hai dove scappare. Nella corsa sei solo con la tua mente, con i tuoi problemi, con i tuoi pensieri, con i tuoi stress, e come se non bastasse corri, la fatica dell’esercizio fisico si somma ai pensieri tipici della quotidianità.
Con l’esercizio ci si rende conto che quando si è in vacanza, si è sereni, non si ha altro da fare, si corre bene, ogni passo, ogni chilometro si affronta quasi sospesi da terra. Quando invece si è stressati, impegnati in altri progetti complessi e dispendiosi, ogni passo è pesante, ogni chilometro ne vale almeno tre. Ma chi corre e corre davvero sa di non potersi fermare, sa che quel chilometro va affrontato in un modo o nell’altro: sei un podista, ed un podista è tale finché corre e non può certo lasciarsi intimorire da quei mille metri.
La corsa allora diventa esercizio fisico e mentale. E’ una continua ricerca di equilibrio, quell’equilibrio senza il quale non si possono affrontare 40km settimanali. E allora si impara a conoscersi, a conoscere il proprio corpo, le sue potenzialità, ma anche la propria mente: si impara a prenderla in giro, ad illuderla pur di piegarla ai propri scopi. Correre è una palestra di vita, passo dopo passo è un esercizio di volontà, di quella capacità di guida tipica del capitano di una nave che, per affrontare una traversata, impara a conoscere i mezzi che ha a disposizione e a spingerli al massimo delle possibilità per raggiungere l’altra sponda e molte altre sponde.
Correre è anche meditare, la corsa è una stanza silenziosa, in cui se si fa silenzio a propria volta si riesce a sentire sé stessi, il proprio cuore, i propri muscoli, i propri passi, il proprio io interiore che è tenuto a bada, dominato, proprio dall’esercizio fisico. Chi comincia a correre sa di dover dominare quell’io intransigente che reclama il divano, il lavoro, gli impegni. Ancora una volta, correre è esercizio di autodominio oltre che di volontà.
C’è chi pensa che correre sia esercizio fisico fine a sé stesso, che serva per dimagrire, o che non serva a niente. Ritengo che chi pensa questo è perché non ha mai corso in vita sua. Sì perché arrivato ad un certo punto ci si ferma, i chilometri finiscono, le scarpe da tennis si rimettono al loro posto, ci si fa la doccia e si rientra nella normalità della giornata. Ma a quel punto si scopre qualcosa di assolutamente inaspettato: i muscoli saranno doloranti, il cuore sarà più forte, ma soprattuto, quella capacità di autodominarsi, quella disciplina, quella capacità di volere, quell’inclinazione a meditare, rimangono ed allora si riesce ad affrontare con consapevolezza tutto il resto della giornata e degli impegni, anche se saldamente fermi dietro ad una scrivania o davanti a un libro. Si impara ad esercitare la propria volontà tenendo conto di tutti quegli agenti esterni, che proprio grazie alla corsa, si è capito di dover prendere in considerazione e di dover gestire nel migliore dei modi senza farsi sopraffare per raggiungere la meta.
La corsa allora può diventare esercizio e simbolo di tutta una vita.







Leggendo quest’articolo, mi è venuta quasi quasi voglia di correre!
Bravo paolo! offri sempre tanti spunti di riflessione!
ti faccio sorridere..ieri una vicina di casa mi ha chiesto se volevo correre con lei..le ho detto che ci avrei pensato su, ma in realtà ho esitato perchè mi sono confessata di non sapere correre.e avevo pensato di chiedere a te come si fa..ora rientrando a casa e andando su fb ho trovato il tuo post. coincidenza? …approfondiremo…
Bellissima riflessione….non avevo mai pensato alla corsa in questo modo…so solo che quando corro mi sento bene e riesco ad affrontare meglio la vita…e leggendo ciò che hai scritto mi rendo conto che se questo accade è proprio per i motivi che hai spiegato!! Mi ritrovo in ogni parola!!….un giorno mi spiegherai come ci riesci???
Oh! Alice! Grazie del commento! Ti spiego come si fa… basta iniziare a correre!
Ciao Paolo, Complimenti!!!
Anche a me è venuta voglia di correre.
Credo che presto anch’io mi dedicherò a questa…
disciplina.
Infatti, la considero tale in quanto è una sinergia di sforzi:
fisici e mentali, dove l’uno non esclude l’altro… ma
diventano complementari tra loro.