La mia “gabbina” è la numero 86
13 aprile 2010

Non ho mai scritto nulla che riguardi direttamente la mia città, nulla di particolarmente “giornalistico”, ma forse è arrivato il momento!

In questi giorni i palermitani stanno rinnovando i contratti per l’assegnazione della capanna nella spiaggia di Mondello. Con la tipica e consueta disorganizzazione palermitana, è stato bello vedere all’ufficio preposto uno spaccato del palermitano medio. L’attesa è stata lunga, ci sono volute circa sei ore per mettere una sola firma. Tra abbanniate, o per meglio dire vuciate (urla per chi fosse nato da Roma in su!) , spintonate, sudorazioni eccessive, disorganizzazione tipica palermitana della quale però è bene essere grati, perché tutti fanno del loro meglio, come se fosse difficile informatizzare il tutto… Ma a Palermo funziona così, noi abbiamo bisogno del contatto umano.

Insomma anche quest’anno i Palermitani hanno la loro gabbina, difesa con le unghie e con i denti: il cortile non si cambia.

Hanno sbagliato dovevano scrivere "gabbina"!

Tutto ciò forse non vorrà dire niente per chi non è di Palermo, proverò allora a spiegarmi meglio! La gabbina (leggasi capanna!) per il Palermitano è la sua residenza estiva. Il Palermitano non si reca allo “stabilimento balneare”, ma ‘a spiaggia, dove trova tutti i vicini di gabbina, ormai una famiglia, con la quale fondamentalmente ci si intrattiene e soprattutto si mangia. Si allestiscono tavolate, veri e propri cenoni di capodanno che si protraggono ogni sera per tutta l’estate.

Nella gabbina non manca nulla: mensole, stipetti, cucinini, kit di pronto soccorso, acqua corrente, televisione satellitare e via cavo, luce, gas e telefono. La gabbina è una seconda casa, quotata in borsa e che per il palermitano vale ben più del petrolio. Soprattutto perché se il petrolio finisce in acqua niente più bagno.
La società che gestisce il tutto è la fantomatica società italo-belga, alla quale tutti i palermitani sono grati, perché, in fondo in fondo, sanno di avere la loro bella gabbina solo per quel “belga”: fosse solo “italo” avrebbero tutti più paura, nessuno affiderebbe un bene di prima necessità come la gabbina ad una italo-società. Guai a toccare quel “belga” ad un palermitano. Tanto è vero che, in questi anni, lo spauracchio della fine concessione (che era stata data per 99 anni) fa tremare un po’ tutti e fa dire “anche per quest’anno è fatta”!

La riunione "per cortile" davanti all'ufficio per il rinnovo delle capanne. Mi raccomando, ognuno al suo posto!

Aspettando quelle sei ore, davanti all’ufficio “assegnazione capanne”, sembrava di essere in spiaggia: tutti seduti sotto l’ombrellone, rigorosamente divisi per cortile. Mancava solo u muluni (detto cocomero o anguria a Milano), ma per il resto c’era tutto: giornale, occhiali da sole, musica ed anche il buon fido!

Palermo è Palermo, può piacere, può sfinire, può stancare, ma in fin dei conti è fatta così e forse andrebbe presa per quel che è: una grande e grossa gabbina, minimale ed inospitale, ma che ogni buon palermitano impara a dotare di tutti i confort. Palermo infatti non offre nulla ai suoi cittadini se non il glorioso status di Palermitano, e guai chi lo tocca intendiamoci. Lo status di Palermitano è quello che ti fa bastare ed essere felice in una gabbina perché in fondo l’importante è avere lo spazio per imbastire una tavolata con i tuoi vicini, palermitani anch’essi.

Ah, un’ultima cosa: Milanese, non mi fraintendere, non credere di essere tanto meglio!

La spiaggia di Mondello in piena stagione!

4 commenti
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  1. Commento by daniela — 13 aprile 2010 @ 12:41

    ma quanto è vero!!!! le foto sono davvero splendide!

  2. Commento by Malta — 13 aprile 2010 @ 20:37

    Purtroppo chi ha sufficiente potere per cambiare questo tipo di gestione della spiaggia non se ne fa un problema visto che trascorre la propria estate alla compagnia della vela(cammarata e interlandi)telimar(sono troppi per citarli)circolo della vela(idem)e si gode la pulizia e la bellezza di questi circoli a pagamento senza pensare che il cittadino medio che lo vota vorrebbe godersi la spiaggia pubblica per la cui cura sborsa molte tasse e deve pure,come se ciò non bastasse, pagare ulteriore denaro per pagare la cabina..

  3. Commento by Paolo (admin) — 13 aprile 2010 @ 21:05

    Sono convinto che appena la gestione cambierà, sarà anche peggio per tutti: l’unica cosa che interessa è fare soldi e non importa nient’altro. Soldi che poi neanche vengono reinvestiti per il bene della città e dei suoi cittadini…

  4. Commento by Marghy — 14 aprile 2010 @ 11:05

    Paoloooooooooooooo sto morendo dalle risateeeeeeeeeeeee troppo realistico sto post! hihihihhihi!

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