Non ho mai scritto nulla che riguardi direttamente la mia città, nulla di particolarmente “giornalistico”, ma forse è arrivato il momento!
In questi giorni i palermitani stanno rinnovando i contratti per l’assegnazione della capanna nella spiaggia di Mondello. Con la tipica e consueta disorganizzazione palermitana, è stato bello vedere all’ufficio preposto uno spaccato del palermitano medio. L’attesa è stata lunga, ci sono volute circa sei ore per mettere una sola firma. Tra abbanniate, o per meglio dire vuciate (urla per chi fosse nato da Roma in su!) , spintonate, sudorazioni eccessive, disorganizzazione tipica palermitana della quale però è bene essere grati, perché tutti fanno del loro meglio, come se fosse difficile informatizzare il tutto… Ma a Palermo funziona così, noi abbiamo bisogno del contatto umano.
Insomma anche quest’anno i Palermitani hanno la loro gabbina, difesa con le unghie e con i denti: il cortile non si cambia.
Tutto ciò forse non vorrà dire niente per chi non è di Palermo, proverò allora a spiegarmi meglio! La gabbina (leggasi capanna!) per il Palermitano è la sua residenza estiva. Il Palermitano non si reca allo “stabilimento balneare”, ma ‘a spiaggia, dove trova tutti i vicini di gabbina, ormai una famiglia, con la quale fondamentalmente ci si intrattiene e soprattutto si mangia. Si allestiscono tavolate, veri e propri cenoni di capodanno che si protraggono ogni sera per tutta l’estate.
Nella gabbina non manca nulla: mensole, stipetti, cucinini, kit di pronto soccorso, acqua corrente, televisione satellitare e via cavo, luce, gas e telefono. La gabbina è una seconda casa, quotata in borsa e che per il palermitano vale ben più del petrolio. Soprattutto perché se il petrolio finisce in acqua niente più bagno.
La società che gestisce il tutto è la fantomatica società italo-belga, alla quale tutti i palermitani sono grati, perché, in fondo in fondo, sanno di avere la loro bella gabbina solo per quel “belga”: fosse solo “italo” avrebbero tutti più paura, nessuno affiderebbe un bene di prima necessità come la gabbina ad una italo-società. Guai a toccare quel “belga” ad un palermitano. Tanto è vero che, in questi anni, lo spauracchio della fine concessione (che era stata data per 99 anni) fa tremare un po’ tutti e fa dire “anche per quest’anno è fatta”!

La riunione "per cortile" davanti all'ufficio per il rinnovo delle capanne. Mi raccomando, ognuno al suo posto!
Aspettando quelle sei ore, davanti all’ufficio “assegnazione capanne”, sembrava di essere in spiaggia: tutti seduti sotto l’ombrellone, rigorosamente divisi per cortile. Mancava solo u muluni (detto cocomero o anguria a Milano), ma per il resto c’era tutto: giornale, occhiali da sole, musica ed anche il buon fido!
Palermo è Palermo, può piacere, può sfinire, può stancare, ma in fin dei conti è fatta così e forse andrebbe presa per quel che è: una grande e grossa gabbina, minimale ed inospitale, ma che ogni buon palermitano impara a dotare di tutti i confort. Palermo infatti non offre nulla ai suoi cittadini se non il glorioso status di Palermitano, e guai chi lo tocca intendiamoci. Lo status di Palermitano è quello che ti fa bastare ed essere felice in una gabbina perché in fondo l’importante è avere lo spazio per imbastire una tavolata con i tuoi vicini, palermitani anch’essi.
Ah, un’ultima cosa: Milanese, non mi fraintendere, non credere di essere tanto meglio!

La spiaggia di Mondello in piena stagione!







ma quanto è vero!!!! le foto sono davvero splendide!
Purtroppo chi ha sufficiente potere per cambiare questo tipo di gestione della spiaggia non se ne fa un problema visto che trascorre la propria estate alla compagnia della vela(cammarata e interlandi)telimar(sono troppi per citarli)circolo della vela(idem)e si gode la pulizia e la bellezza di questi circoli a pagamento senza pensare che il cittadino medio che lo vota vorrebbe godersi la spiaggia pubblica per la cui cura sborsa molte tasse e deve pure,come se ciò non bastasse, pagare ulteriore denaro per pagare la cabina..
Sono convinto che appena la gestione cambierà, sarà anche peggio per tutti: l’unica cosa che interessa è fare soldi e non importa nient’altro. Soldi che poi neanche vengono reinvestiti per il bene della città e dei suoi cittadini…
Paoloooooooooooooo sto morendo dalle risateeeeeeeeeeeee troppo realistico sto post! hihihihhihi!