Si può sognare, si può insegnare a sognare, si possono presentare valori alti, si può dare speranza, si può esortare, si può invitare, si può invogliare, si può insegnare ad avere aspirazioni alte, si può dire che c’è di meglio, si può incoraggiare, si può dire che esiste una vocazione, una chiamata, si può dire che è importante avere un progetto di vita, che si è chiamati a cose grandi, che il desiderio va coltivato.
D’accordo, e poi?
All’inizio di una strada di gente ce n’è tanta, di consigli pure, di speranza anche. E’ per strada che non c’è più nessuno. Ogni tanto quà e là qualche indicazione, qualche altro viandante come te, ed ogni tanto ancora si sente la voce di chi, di coraggio te ne ha dato tanto, di sogni te ne ha regalati molti, ma che è rimasto lì all’inizio del percorso insieme a tanta altra gente, non sono certamente tutti, perché sicuramente qualche altro ha deciso di muoversi, ma a te sembrano tutti, perché quantomeno sono tanti. E per strada, non si può far altro che camminare, oppure, sarebbe forse più logico tornare indietro… ma tornare indietro, in fondo, è un po’ come morire, un demolire uno stato che nella sua precarietà costituisce ciò che sei e ciò che hai: il sogno di te stesso, morto il quale sei morto anche tu!

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D’accordo, e poi?
E poi… è ovvio che ci si deve muovere, non si può certo restar fermi sulla banchina senza prendere nessun treno. Non si può certo salire su qualsiasi carro bestiame, né tanto meno pretendere sempre una prima classe. Però è certo che una volta in viaggio, si è soli, o comunque in pochi, forti solo di un sogno, di un rischio che è chiamata vita!





