Tutti noi siamo creature ed una creatura umana è una persona che già esiste, esiste nella sua interezza, ma anche una persona che via via si formerà nel tempo. Creatura è al tempo stesso un presente ed un futuro. Una creatura è un divenire, un compiersi un crearsi.
Che il tempo scorra se ne sono accorti tutti! Proprio per questo scorrere, che muta tutte le cose, che nel turbinio del nascere e morire genera continue novità, ognuno di noi cerca per sé ciò che appare più duraturo possibile, immutabile, stabile. La casa in muratura, il lavoro sicuro, i soldi, la forma fisica smagliante, l’amore di tutta una vita, il gruppo fisso di amici…
La ricerca di stabilità è umana e nelle sue dimensioni sane anche normale. La vita però non è fatta da una “prospettiva di fondo”, un’opzione fondamentale che delinea e ripercorre tutta la nostra storia.
La vita è fatta di mattine, pomeriggi, sere, risvegli, torpori, passeggiate, uscite, studi, professioni. Una ripetitività che potrebbe turbare, soprattutto se sempre uguale e senza prospettive, oppure tiranna ed asfissiante. Tuttavia è proprio in questa ripetitività che Dio chiama ogni giorno.

La nostra vocazione, si gioca giorno per giorno. La vocazione è l’insieme di singole scelte, di singole decisioni, di singoli atti d’amore in comunione continua con il Signore che chiama e guida continuamente, ogni mattina, la sua creatura all’amore.
Nel turbinio di azione e contemplazione, attesa e desiderio, errore e rimedio, scegliere e lasciarsi scegliere, emerge il miracolo del compiere e del compiersi.
(Ispirato da A. Cencini, Luce sul mio cammino, edizioni Paoline)





