…e se non sapessi come dirmi?
15 febbraio 2010

Spesso mi convinco che basta dire la cosa giusta ed al momento giusto e tutto andrà a posto. Talvolta arrivo anche a pensare che se qualcuno parlasse, dicesse, si spiegasse, molti problemi svanirebbero. Di una cosa però son certo: la parola è uno strumento potentissimo, è il primo e più immediato mezzo con il quale creiamo qualcosa di nostro, profondamente nostro, che possiede in sé una sorta di marchio di fabbrica inimitabile, insostituibile, unico. Il nostro parlare,  da la possibilità di esprimerci, da forma al nostro pensiero. Non raramente capita di ritrovarsi, oppure essere ripresi,  a “pensare ad alta voce”.

Il nostro pensiero è fatto di parole, le nostre relazioni sono fatte di parole, la nostra vita è fatta di parole.

Quest’importanza innegabile delle parole, sempre più spesso fa pensare che il mondo sia fatto solamente di parole e che quindi basta “correggere” la grammatica e la “frase” avrà immediatamente un senso perfetto. E’ una tragica, bella illusione. Questo modo di pensare si inceppa  e si inceppa più spesso di quanto pensiamo. A tutti è capitato, almeno a me sicuramente, di ritrovarsi con la parola perfetta, pronta al momento giusto, ma che non ci ottiene l’effetto sperato. D’un tratto, ci si ritrova con una zattera in altro mare, il nostro delirio di onnipotenza si ritrova di fronte al proprio limite più grande, l’altro, un tu, chiunque esso sia, che come noi vive anche lui di parole e proprio per questo capisce quando sono solamente fiato inutile e quando ciò che diciamo comunica realmente noi stessi.

Senza Parole!

Quando le nostre parole perdono di significato, è la nostra stessa vita ad aver perso il suo senso. Se ciò che diciamo, che comunichiamo agli altri, non ha un corrispettivo nel nostro cuore, ciò che esprimiamo è falso, e di contro anche nel nostro cuore manca qualcosa, quel qualcosa che quelle parole vogliono significare.

Una bugia, prima che un inganno è un abbandonarsi all’egoismo del proprio cuore dove non c’è posto per nessuno.

Partendo dall’esperienza concreta, un impegno che ognuno di noi dovrebbe prendersi è quello di far sì che il nostro dire ed il nostro fare diventino un tutt’uno così da influenzarsi vicenda: se ciò che vogliamo comunicare agli altri è autenticamente parte di noi stessi, e dalla prospettiva opposta, il nostro intimo merita di essere condiviso e quindi comunicato, finalmente si smetterà di essere schizzofrenici e di vivere molte vite, ma nessuna realmente LA nostra!

Vi sono cose che si possono dire a parole, altre per le quali le parole sono insufficienti…

Non basta dire TI AMO perché l’altra persona ci creda davvero e non vi può essere niente di peggio di voler dire “TI AMO” e non avere le parole adatte.

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