
Talvolta, forse, si parla pure troppo. Ogni tanto sarebbe meglio facessimo un po’ di silenzio ed ascoltassimo qualcun altro,magari più avanti di noi anche solo nel cammino, che ci possa guidare, consolare, incoraggiare, condurre. In questo articolo anche io voglio fare silenzio e cedo volentieri questo spazio:
Quale sarà il mio posto nella casa di Dio?
Lo so, non mi farai fare brutta figura, non mi farai sentire creatura che non serve a niente, perché Tu sei fatto così: quando serve una pietra per la tua costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri, lo guardi con infinita tenerezza e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno: ora splendente come un diamante, ora opaca e ferma come una roccia, ma sempre adatta al tuo scopo.Cosa farai di questo ciottolo che sono io, di questo piccolo sasso che tu hai creato e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza, con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante?
Tu fai cose inaspettate, gloriose. Getti là le cianfrusaglie e ti metti a cesellare la mia vita. Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede ma che sostiene lo splendore dello zaffiro o in cima a una cupola che tutti guardano e ne restano abbagliati, ha poca importanza.
Importante è trovarmi là dove tu mi metti, senza ritardi.E io, per quanto pietra, sento di avere una voce: voglio gridarti, o Dio, la mia felicità di trovarmi nelle tue mani malleabile, per renderti servizio, per essere tempio della tua gloria.
(Card. A. Ballestrero)