Non si torna la sera sempre allo stesso modo. Uscendo di casa talvolta si sà come andrà la giornata, altre volte meno. Sicuramente molte azioni, attività e persone l’hanno riempita e la sera diventa in tal modo il momento conclusivo nel quale i frutti danno un peso ed un valore alla giornata. Talvolta questi frutti ci sono, altre volte bisogna attenderli, altre volte ancora non ci sono e non c’è speranza che spuntino.
Non si torna sempre allo stesso modo, non si poggia la testa sul cuscino sempre nella stessa maniera, con gli stessi sentimenti, con le stesse sensazioni, con lo stesso spirito tutti i giorni.

Fotogramma dallo spot Enel... a quelle immagini pensavo mentre scrivevo l'articolo!
Le nostre giornate sono spesso piene, piene fino all’orlo, oppure vuote, vuote di una noia saturante, stordente che non lascia spazio a nient’altro. Talvolta ciò che desideriamo, bramiamo, viene preparato con ansia, pianificato sino all’ultimo dettaglio, sudato e finalmente ottenuto. Altre volte invece, la stanchezza si fa sentire ed allora si getta la spugna, ci si accontenta, si cerca un attimo di pace, di serenità facile, senza pensieri, ma spesso a caro prezzo.
Tornando la sera, a casa, tra le mura della propria stanza, ad attenderci c’è sempre il cuscino che inesorabile ci fa riflettere su cosa ci riempie la vita e se ne vale realmente la pena. Un conto è tornare a casa e finalmente dormire, addormentandosi per non pensare, per fuggire, almeno una notte, dal mondo e dalla giornata trascorsa, senza sperare in un domani che si sà non molto diverso dall’oggi, un altro è addormentarsi, forse stanchi e stremati, ma contenti e soddisfatti della giornata trascorsa.
- Di cosa sono piene le mie giornate?
- Di tutte le mie attività, cosa è più importante e cosa meno?
- A cosa andrebbe dedicato più tempo?
- A cosa, invece andrebbe tolto?