Quasi cinque anni ormai, il tempo scorre e sicuramente ne è passato.
Che ne è stato di noi pellegrini di quella GMG del 2005?
Di quella candela di plastica trasparente tenuta in mano per riscaldarsi, di quei teli blu infangati ed umidicci lasciati sicuramente a Marienfield, di quei cappelli a falda larga utilissimi come merce di scambio, di quel tizio di Torino un po’ polemico che ci ha ammonito mentre cantavamo alle tre del mattino dicendo “pellegrini sì, rompi coglioni no però”, di quei canti imparati a fatica il mercoledì sera, di quelle cinquanta ore di treno, di quelle persone, di quei sacerdoti, di quei momenti…
In qualsiasi modo sia andata a finire ed in qualsiasi modo stia continuando, non è certo nel passato che bisogna vivere, ma è sicuramente dal passato che si arriva. Per chi ha partecipato a quella GMG e si ritrovasse per caso (sventurato!), a fare un bilancio, non può dimenticare quei momenti, al di là di come siano stati vissuti e del ricordo più o meno positivo che se ne ha. Una GMG, nel suo caotico miscuglio di sacro e profano, non può lasciare e non lascia indifferenti. E la GMG del 2005, certo pur non essendo non una delle migliori, non è certamente da meno.
Il ricordo di quei giorni sicuramente è un aiuto importante se preso come “spartiacque” per riflettere e fare il punto della situazione a medio e lungo raggio in avanti ed indietro:
- Da dove venivo?
- Da dove sono partito?
- Che strada ho fatto?
- CHE ESPERIENZA HO VISSUTO ALLA GMG?
- Dove sono arrivato?
- Che strada sto facendo
- Dove sto andando?
Non è detto che la GMG sia per tutti un buon punto per fare da spartiacque, ma per qualcuno potrebbe esserlo… come lo è per me!
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La funzione shuffle di iTunes questa sera mi ha riproposto nuovamente questa meravigliosa song of the cross, ecco il motivo di questo post: volevo condividere con tutti questi miei ricordi e queste mie sensazioni affinché nella riflessione e nella preghiera, ci fermassimo ancora una volta insieme a contemplare il progetto di Dio su di noi! Buon cammino a tutti!






