Ok, si sono fatte le primarie del PD.E’ stato eletto Bersani, qualcuno si lamenta, qualcuno è contento, qualcuno dice che se ne vuole andare, qualcun altro ancora dice che la sinistra può vincere solo le primarie, e di contro c’è chi replica che è una lezione di democrazia all’interno di un partito. D’accordo, non ho alcun interesse per le beghe di partito né per le continue finte beghe tra maggioranza ed opposizione. Ciò che però mi preme davvero è la constatazione che la politica sembra essere arrivata ad un punto morto. Ciò che muove le diverse azioni legislative e di governo non appaiono più rette da un sistema di valori condiviso, oppure anche solo condivisibile.
Chi ci governa, insieme a chi vorrebbe governare, è certamente espressione della sovranità popolare. Una sovranità popolare, però, che non è certo più capace, o forse non lo è mai stata, di individuare il meglio per sé stessa e quindi per la collettività. Non bisogna certo andare lontano per capire che la stessa democrazia si fonda su di un sostrato culturale minimo, su di un minimo di alfabetizzazione che ormai difficilmente si possiede e che nessuno fa niente per alimentare. Certo, di qui a dire che sono gli intellettuali a dover governare, come predicava Platone, ne passa di strada. Ciò nonostante, chi non è capace o non vuole entrare in determinati meccanismi, in un dialogo costruttivo basato su ragionamenti razionali ed in vista di un bene comune, dovrebbe almeno avere il buon senso di tacere, rimanendo coerente fino alla fine anche da un punto di vista elettorale.
In quest’Italia in cui solo i mandolini, la pasta e la pizza trovano un consenso unanime, il punto di stallo sembra ormai un dato di fatto. La classe politica è ormai stagnante ed intoccabile. Tutto ciò è per altro legittimato da un popolo incapace di leggere i segni dei tempi e quindi di sentire l’esigenza di un cambiamento. Cosa ha Bersani in più rispetto a Franceschini? E cosa aveva allora Franceschini in più rispetto a Veltroni? E tutti questi, rispetto a Berlusconi?
Ciò che fa stagnare il sistema, sembra quindi essere proprio quella famosa sovranità popolare, per la quale si è lottato e si è pianto molto, ormai manovrata dai venti ed incapace di rendersene realmente conto. Si è forse arrivati ad una dittatura della democrazia?






