Con il punto di domanda
21 ottobre 2009

Si può forse fermare un attimo, che sia solo uno, uno soltanto, una frazione di secondo incalcolabile ed inquantificabile che solo nel nostro cuore trova la sua dimensione infinita? Può forse la sensazione di un attimo, un solo, tragicamente unico, trepidio del nostro cuore smuovere una montagna? Può forse la luce rischiarare tutto, e finché si riesce a vedere, per un solo istante per poi lasciar nuovamente spazio al buio?

Faro nella notte

E se anche questo istante, come tutti d’altronde, non lo si può fermare, non si potrebbe almeno ritenere quella luce nell’infinito del nostro cuore? Non può forse il nostro cuore essere luminoso come a mezzodì? Può il buio essere intorno a noi, ma come potrebbe essere in noi se di quell’attimo, di chiarore e chiarezza, facciamo il nostro costante presente? Potrà allora un attimo, quell’attimo solo, dirigere un’intera vita?

Ma può forse esistere un simile attimo che profumi a tal punto di eternità, da non infrangersi come tutti gli altri tra le sabbie del tempo? Possiamo allora attaccarci a quell’attimo, fosse anche uno solo, ma che in fondo sono molti più di uno, per eludere quelle famose sabbie e far nascere noi stessi in ogni attimo della nostra vita?

3 commenti
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  1. Commento by Gilla — 21 aprile 2010 @ 00:00

    mi sono imbattuta qui per caso. E mi e’ piaciuto molto :-)

  2. Commento by Paolo (admin) — 21 aprile 2010 @ 00:30

    Grazie davvero per il commento! Torna quando vuoi! ;-)

  3. [...] oggi non sarò da meno! L’ultima volta che l’ho fatto è stato per l’articolo «Con il punto di domanda». Ciò che voglio comunicare stavolta è un sentimento, un sentire, leggendo il quale qualcuno si [...]

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