La politica è uno degli argomenti principe di qualsiasi quotidiano o di qualsiasi televisione, pubblica o privata. Ogni volta che si tratta questo argomento ognuno cerca di farsi un’opinione, oppure ancora, difende assolutamente a spada tratta la propria, magari senza comprenderne realmente le implicazioni. Una cosa è però certa, malgrado si voglia credere che non sia così, ciò che accade realmente e quali siano le vere ragioni e conseguenze che stanno dietro un’azione politica, non lo si può certo sapere seguendo la trasmissione di Vespa, sicuramente, ma neanche quella di Floris.
E così chi, con onestà intellettuale, cerca di capire cosa realmente gli stia succedendo intorno, e cosa stiano decidendo sulla propria pelle, deve indubbiamente fare uno sforzo di comprensione che è tutt’altro che intellettuale, di buon senso, di vita reale e non retorico.
Per una volta, però, voglio credere alla favola. Voglio pensare che una favola può esistere e che ciò che sembra, è ciò che realmente è. Sì, perché in quell’America che molti sognano, ma pochi sanno cosa sia veramente, c’è qualcuno che pare stia provando a fare un miracolo. L’America, quella del sogno più che del concreto, che con la sua arroganza si arroga il diritto di portare la democrazia ad un démos che forse non è neanche pronto, ha avuto il coraggio del quale forse adesso si sta pentendo, di eleggere un presidente alternativo il quale pare proprio uscito da una favola.

Qual è questa favola? Quella dell’assistenza medica gratuita a tutti. E sì, perché in America per chi non lo sapesse, se hai una febbre oppure hai bisogno di un ricovero devi pagare e non un ticket da qualche centinaio di dollari, ma una parcella da migliaia. Risultato? Chi non può permettersi un’assicurazione medica da almeno mille dollari al mese può anche morire. Obama sta portando avanti in questi giorni, anche attraverso interventi diretti nelle emittenti televisive, la sua riforma sanitaria che garantirebbe l’assistenza alle fasce più basse, ovviamente, tassando i più ricchi. Forse questa proposta è troppo civile per la democraticissima America. Forse è vero che il comunismo non sa produrre ricchezza, mentre il capitalismo non sa distribuirla.
Obama è veramente così avanti e così corretto da condurre una battaglia così giusta ed impopolare, oppure ha altri interessi?
Non lo so, non ho alcuna fonte certa per dare una risposta, posso affidarmi solo a quel che appare. Ed allora voglio crederci e fidarmi, per una volta. Persone così andrebbero incoraggiate ed almeno in questo caso, per me la quantità di proteste da parte dei vari magnate americani, delle diverse lobby e delle assicurazioni, sono garanzia di buona fede.