Una buona vecchia stretta di mano
26 agosto 2009

Facebook, MySpace, MSN e quant’altro sono ormai i mezzi di comunicazione più utilizzati da giovani e non. Ormai non c’è più neanche bisogno di un PC per collegarsi: basta un cellulare di ultima generazione, neanche tanto costoso – circa 150€ -, per rimanere sempre in contatto con i propri amici, scambiarsi messaggi, foto e pensieri.

socialnetwork

Da più parti su Internet si possono leggere opinioni diversissime e contrastanti. C’è chi ritiene siano un pericolo per la società in quanto causino assuefazione, emarginazione e sterilità nelle relazioni. Personalmente non sono di questa opinione, tanto più che gli ultimi social network sono strutturati affinché l’utente lo utilizzi con il suo nome reale – con tutte le implicazione di privacy del caso – e che incotri altre persone reali che si presentano come tali. In altri termini, la tendenza del momento non è più quella di costruirsi una second life su internet per fuggire alle frustrazioni di quella reale, anzi, è quella di presentarsi quanto più siceramente possibile. Sono moltissimi, infatti, gli utenti di facebook che hanno ritrovato i propri compagni di scuola e che abbiano realmente riallacciato amicizie mangiando insieme a loro una pizza reale.

Tuttavia, come ogni cosa che va, da una lama ad uno zucchero filato, la questione si sposta sull’uso che se ne fa e soprattutto sul ruolo che assume per la propria vita. Ritornando all’esempio facebook, se questo diventa l’unico contatto che si ha con il mondo e si è spinti dal servizio a considerarlo tale, lì può sorgere la patologia.

Non dovremmo mai contare esclusivamente su di un unico punto di appoggio e non bisogna mai smettere di guardarsi intorno.

In questo intervento, però , non voglio riflettere particolarmente sull’utilità o sulla dannosità dei social network, ma voglio spostare l’attenzione su quanto i piccoli gesti quotidiani che ci si scambia, talvolta in maniera inconsapevole, nutrano considerevolmente sia chi li fa che chi li riceve.

Pensavo ad una delle funzionalità di facebook più utilizzate e comode: il calendario. Tale applicazione ricorda puntualmente il compleanno di tutti gli amici i quali, ovviamente a meno che non ti detestino (!!), non tarderanno a lasciare per il tuo compleanno un messaggio di auguri sulla bacheca. Bellissimo!!! Riflettevo però come i suddetti messaggi abbiano perso di importanza, di rilevanza oltre che di forza espressiva. In coscienza, non vale più il ricordo di un amico che abbia DAVVERO pensato a te ed al tuo compleanno?

Il rimedio a questo genere di deterioramento però c’è, ed è ovvio: riappropriamoci di tutti quei gesti che non necessitano di un ausilio informatico, in pratica della buona vecchia cara stretta di mano!

amicizia

Nel caso del compleanno, telefoniamo all’amico – eventualmente anche un SMS, basta che non sia la bacheca di facebook! -, usciamo dall’ecosistema Internet dando così rilevanza alla cosa, anche se è stato facebook a ricordarci l’aniversario! In poche parole, tutte le volte che sentiamo di voler manifestare affetto, facciamolo di persona, non dimentichiamo mai di compire il passaggio fondamentale tra il virtuale ed il reale che solo noi, e nessun altro, può fare.

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