Passata l’emozione, la commozione, l’indifferenza o qualsivoglia sensazione, e comunque gran parte dell’hype mediatico, la morte di Michael Jackson, colui che viene considerato il re del pop, ha risvegliato in molti il ricordo di quegli anni ottanta, di quel decennio di transizione tra gli anni settanta ricolmi ancora di contestazione giovanile, guerra fredda, di Nixon e la cina, della signora Thatcher, di Berlinguer e gli anni novanta, gli anni della rivoluzione tecnologica, di internet e delle frontiere che spariscono, della comunità europea, dell’ECU, di Diana e Carlo – e Camilla -, dell’attesa del nuovo millennio.
Da quel 25 giugno del 2009 e per quasi un mese, tutto il mondo ha rivisto e rivissuto gli anni ottanta. Se si fa una rapida ricerca su internet si trovano parecchi siti dedicati a quel decennio.
Non si può certamente dire oggettivamente perché, tuttavia, la sensazione che si ha ripensando a quegli anni è che forse si sognava più di oggi. C’era la voglia di rinascita, di innovazione, di pace e di unità come e più di oggi. Fondamentalmente però, è come se si fosse ancora capaci di gioire e di intrattenersi con le piccole cose. La stessa pubblicità faceva sognare: i bambini leggevano su Topolino le storie del piccolo mugnaio bianco, oppure ancora le avventure di Toro Farcito. Si pensi ai cartoni animati, ad esempio i Barbapapà, in questo periodo riproposti in edicola.
Forse ciò che è cambiato, rispetto ad oggi, è che i bambini erano ancora bambini, giocavano da bambini e in un certo qual modo venivano educati a diventare adulti. Se si guarda ai bambini di oggi, essi sembrano già adulti e saranno costretti prima o poi a recuperare la loro fanciullezza quando non vi saranno più nè i tempi nè i modi.
L’aria di quegli anni, dove la sopresa delle merendine all’interno del suo scatolino di cartone era già una festa, in questa mite estate di fine decennio è ritornata per un po’ a fare compagnia ed a coccolare i bambini e gli adolescenti di quei tempi, ormai adulti, che a rivedere Michael Jackson ed il suo moonwalk hanno ricordato e sognato, oggi come allora. Questo modo di sognare, di gioire per le piccole cose, deve essere un monito per quei bambini ormai grandi che si ritrovano oggi ad essere genitori: donate ai vostri figli sogni grandi e importanti, ma fatti di piccole cose.
Per chi volesse, questo sito è un bel viaggio nel passato: http://www.spot80.it








