Una vita al timone
16 agosto 2009

Uno dei momenti più imporanti della spiritualità ignaziana all’interno di un qualsiasi processo decisionale è sicuramente la sua tripartizione in esperienza, riflessione e azione. Questo semplice concetto che sembra scontato, in realtà pone l’accento sulla stessa necessità di una tripartizione cioè: non basta la sola esperienza, non basta la sola riflessione e non si può immediatamente agire. E’ un monito alla prudenza, un invito alla contemplazione ed una spinta all’azione.

Ciò di cui vorrei parlare oggi è proprio l’azione. Ad una prima analisi, sembra il punto di arrivo del discernimento poichè appare derivante da un procedimento maieutico particolarmente intenso. L’esperienza, una nuova esperienza, però sembra mostrare il contrario. L’azione che deriva da un processo di discernimento è una vera a propria virata, un movimento del timone, una sterzata con un volante che non sempre, o forse quasi mai, è servo-assistito.

barca-a-vela

Una virata, però si rivela spesso necessaria, ed anche l’eventuale durezza del timone è parte dell’azione stessa. Nella durezza del timone spesso si impara a conoscere se stessi, la manovrabilità del timone stesso e quanto si tiene davvero alla nuova meta che ci si è prefissati.

Una volta arrivati a destinazione, si è solo di fronte ad un nuovo punto di scelta, ad una nuova rotta da calcolare, ad una nuova possibile virata. La crociera, va avanti comunque!

1 commento
Lascia un commento
  1. Commento by Daniela — 16 agosto 2009 @ 21:45

    bravo Paolo! è davvero molto interessante!

Lascia un commento

  • Nome*
  • Mail*(non verrà pubblicata!)
  • Sito web